L'operazione

Maxi sequestro di droga nell’Isola: arrestato un 31enne

Quasi due quintali di stupefacenti nascosti in casa a Villa d’Adda. Il valore sul mercato avrebbe superato i sei milioni di euro

Maxi sequestro di droga nell’Isola: arrestato un 31enne

Nella notte tra il 26 e il 27 febbraio, le luci blu hanno squarciato il silenzio di Villa d’Adda. Da giorni i militari osservavano quell’abitazione con discrezione, annotando movimenti, orari, presenze. Quando la porta si è aperta e l’uomo è uscito con passo rapido e sguardo attento a ciò che lo circondava, i carabinieri hanno deciso di intervenire.

A finire in manette è stato un cittadino marocchino classe 1995, senza fissa dimora in Italia, irregolare sul territorio nazionale e già noto alle forze dell’ordine. L’arresto in flagranza è stato eseguito dai militari della stazione di Ponte San Pietro, con il supporto della Sezione Operativa della Compagnia di Bergamo, nell’ambito di un mirato servizio di osservazione, controllo e pedinamento predisposto nell’area dell’Isola bergamasca per contrastare il traffico di stupefacenti.

Gli investigatori, attraverso attività info-investigativa, avevano raccolto elementi che facevano sospettare l’esistenza di una rete di spaccio ben strutturata nella zona di Villa d’Adda. Dopo un prolungato appostamento nei pressi dell’abitazione in uso all’indagato, è scattato il controllo: prima la perquisizione personale, poi quella domiciliare. All’interno dell’immobile i militari hanno scoperto un vero e proprio deposito della droga: 47 chilogrammi di cocaina e 151 chilogrammi di hashish, suddivisi in numerosi involucri e panetti. Sequestrati anche 2.035 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio, e diverso materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi.

Un quantitativo imponente, che – secondo le prime stime – una volta immesso sul mercato al dettaglio avrebbe potuto fruttare oltre sei milioni di euro, alimentando una vasta rete di distribuzione tra la provincia di Bergamo e le aree limitrofe.

L’uomo è stato trasferito alla casa circondariale di Bergamo. Le indagini proseguono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Bergamo, con l’obiettivo di ricostruire la filiera di approvvigionamento della sostanza sequestrata e individuare eventuali complici.