Un “down” temuto dopo l’incredibile notte contro il Dortmund e puntualmente arrivato al Mapei Stadium di Reggio Emilia, nonostante la superiorità numerica ottenuta per tre quarti di gara dopo l’espulsione di Pinamonti. L’Atalanta stoppa la risalita europea in campionato perdendo 2-1 contro il Sassuolo, al termine di una prestazione con poco ritmo e ancor minore fantasia.
Mister Palladino ai microfoni di Dazn propone a caldo la sua disamina della partita: «La partita è stata approcciata benissimo, non credo proprio abbiano influito la stanchezza o l’appagamento post Champions. Paradossalmente, dopo un buon quarto d’ora, è stata l’espulsione di Pinamonti a metterci in difficoltà, poiché loro hanno creato un blocco basso che non abbiamo affrontato nel modo giusto e oltretutto abbiamo preso gol su palla inattiva».
A stupire un po’, in negativo, è stata la mancanza di ritmo e intensità dei nerazzurri: «Vero che la palla viaggiava troppo lentamente, ma nel secondo tempo abbiamo fatto molto meglio – dice il tecnico atalantino -. Abbiamo riaperto la partita troppo tardi, all’88’ era difficile poter fare ancora qualcosa. L’errore è stato sul secondo gol, portandoci Laurienté fino al limite dell’area invece di fermarlo sulla fascia».
Un passo indietro dopo un febbraio incredibile: «Certamente non è il risultato che ci aspettavamo e che avremmo voluto, ma questo sicuramente non deve togliere certezze a un gruppo che ha dimostrato tanto. Deve restare un episodio isolato, da resettare immediatamente pensando da subito alla semifinale di Coppa Italia».
Palladino ha poi confermato i problemi arrivati all’ultimo di Ahanor (febbricitante) ed Ederson, ancora alle prese con un guaio muscolare «per il quale monitoriamo la situazione giorno per giorno».