L'editoriale di Jacobelli

Un’Atalanta in palese debito di energie. E il Sassuolo si conferma autentica spina nel fianco…

La vittoria dell'andata portò all'esonero di Juric, quella di oggi (1 marzo) interrompe la striscia positiva dei ragazzi di Palladino nel 2026

Un’Atalanta in palese debito di energie. E il Sassuolo si conferma autentica spina nel fianco…

di Xavier Jacobelli

Il Sassuolo era fra i peggiori avversari che l’EuroAtalanta potesse incontrare, subito dopo la storica rimonta compiuta in Champions League eliminando il Borussia e qualificandosi agli ottavi di finale del massimo torneo continentale, unica squadra italiana rimasta in lizza.

Prima di affrontare i nerazzurri, infatti, la squadra di Grosso aveva vinto 4 delle 5 partite disputate nell’ultimo mese e mezzo: 1-0 alla Cremonese, 3-1 sul Pisa; sconfitta in casa per 5-0 contro l’Inter; 2-1 all’Udinese e 3-0 al Verona. Così, nemmeno l’espulsione di Pinamonti dopo soli 16 minuti ha intimorito i neroverdi di fronte agli uomini di Palladino, in palese debito di energie.

Al contrario, pimpante è stata la condizione emiliana, sorretta dalla solidità del bunker eretto con ordine davanti a uno splendido Muric, che ha parato tutto. Il gol di Koné nel primo tempo e il raddoppio di Thorstvedt nella ripresa hanno frustrato i volenterosi, ma inconcludenti, attacchi della Dea e quando, nel finale, Musah ha realizzato la sua prima rete atalantina era troppo tardi. Si è opposta al pareggio anche la traversa di Scalvini, decisivo ancora una volta Muric.

Morale: in questa stagione, il Sassuolo è stato l’autentica spina nel fianco dei bergamaschi. All’andata, si impose 3-0 alla New Balance Arena, facendo saltare la panchina di Juric; al ritorno, ha inflitto a Palladino la prima sconfitta in campionato dall’inizio del 2026, dopo 7 vittorie e 2 pareggi, ai quali aggiungere il 3-0 alla Juve che ha fruttato la semifinale di Coppa Italia. Dove, il 4 marzo, i nerazzurri sfideranno la Lazio nella gara d’andata (ritorno il 22 aprile a Bergamo).

Si presume che all’Olimpico si vedrà in campo un’altra Atalanta, fortemente intenzionata ad andare sino in fondo per infrangere il tabù del trofeo tricolore, vinto per la prima e unica volta nel 1963. Sarri permettendo, s’intende.