È stata presentata nelle scorse ore, presso gli uffici scolastici competenti, una richiesta formale di verifica ispettiva che è stata sottoscritta da 130 genitori di studenti del liceo artistico statale “Giacomo e Pio Manzù” di Bergamo. L’iniziativa nasce dalle preoccupazioni emerse nelle ultime settimane all’interno della comunità scolastica.
Preoccupazione delle famiglie
Alla base della richiesta vi sono questioni legate alla sicurezza e al clima educativo all’interno dell’istituto. Durante questi ultimi tempi il liceo è stato interessato da segnalazioni e situazioni che hanno coinvolto docenti e studenti, sollevando dubbi non soltanto sugli aspetti strutturali, ma anche sulle condizioni di lavoro e sull’ambiente formativo.
Una parte significativa del corpo docente ha espresso criticità, mentre alcuni studenti hanno elaborato un documento in cui vengono evidenziati diversi punti ritenuti problematici. Elementi che, secondo i genitori firmatari, non possono essere ignorati.
Le rassicurazioni della dirigenza
Le famiglie spiegano di aver preso atto delle comunicazioni e delle misure recentemente illustrate dalla dirigenza scolastica che vede a capo l’ingegner Cesare Emer Botti. Tuttavia, il fatto che alcuni interventi siano arrivati solo dopo le segnalazioni ha rafforzato la convinzione della necessità di un chiarimento esterno, oggettivo e definitivo.
La richiesta di verifica ispettiva è stata difatti presentata come uno strumento di trasparenza e tutela, con l’obiettivo di garantire un ambiente scolastico sicuro e sereno, sia sotto il profilo strutturale sia sotto quello educativo.
Il documento e le adesioni
I 130 genitori hanno redatto un documento condiviso, allegato alla richiesta, nel quale vengono elencate in modo dettagliato le criticità riscontrate e gli ambiti per cui si ritiene necessario un approfondimento da parte degli organi competenti.
La sottoscrizione resta aperta: altre famiglie potranno aderire nei prossimi giorni, integrando formalmente la richiesta già presentata.
Un appello alla responsabilità
Nel testo della richiesta si richiama anche il minuto di silenzio osservato nelle scuole italiane all’inizio del 2026, su indicazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, in memoria delle vittime di Crans Montana. Un gesto che, secondo i firmatari, non dovrebbe restare simbolico, ma tradursi in un’attenzione costante verso la sicurezza e la qualità degli istituti scolastici.
«Il nostro obiettivo – spiegano i genitori – non è alimentare contrapposizioni, ma contribuire a ristabilire fiducia e serenità educativa nell’interesse primario dei nostri figli e delle nostre figlie».