«fatto inaccettabile»

Referendum sulla Giustizia, denunciati atti vandalici in Bergamasca contro i manifesti a sostegno del “No”

A denunciare l'accaduto è il Partito Democratico provinciale, che parla di un gesto "grave" e lesivo del confronto democratico

Referendum sulla Giustizia, denunciati atti vandalici in Bergamasca contro i manifesti a sostegno del “No”

A poche settimane dalle votazioni per il Referendum, episodi di vandalismo hanno colpito la campagna referendaria in provincia di Bergamo. A Valbrembo sono comparse scritte sui tabelloni elettorali, mentre nei Comuni di Paladina, Almè e Villa d’Almè alcuni manifesti per il “No” sono stati strappati. A denunciare l’accaduto è il Partito Democratico bergamasco, che parla di un gesto “grave” e lesivo del confronto democratico.

I Comuni coinvolti e la posizione del Partito Democratico

Le segnalazioni riguardano in particolare i territori dei Comuni citati, dove i cartelloni destinati alla propaganda referendaria sono stati danneggiati o imbrattati. In alcuni casi, spiegano dal Pd, i manifesti sarebbero stati rimossi più volte, rendendo necessario il loro ripristino.

«Si tratta di un fatto inaccettabile – afferma il segretario provinciale Gabriele Giudici – perché ostacola il diritto dei cittadini a essere informati in vista di una consultazione importante». Secondo il segretario provinciale dem, episodi di questo tipo non colpiscono soltanto una forza politica, ma l’intera comunità e le regole del confronto democratico.

Giudici sottolinea inoltre che la competizione politica «non può trasformarsi in tifo da stadio» e invita tutte le forze politiche, in particolare quelle di maggioranza nei Comuni interessati, a prendere le distanze da comportamenti che rischiano di inasprire il clima.

Annunciate iniziative per individuare i responsabili

Il coordinatore di zona, Luciano Cornago, evidenzia come i danneggiamenti non siano isolati, ricordando che i manifesti sono stati reinstallati due volte e che le scritte comparse sui tabelloni di Valbrembo dimostrerebbero la volontà di colpire in modo mirato la campagna per il “No”.

Il Partito Democratico provinciale annuncia infine che si rivolgerà alle sedi competenti per segnalare quanto accaduto e chiedere l’individuazione dei responsabili.