Il nodo

In città il 14% degli alloggi resta sfitto: riparte l’Agenzia Abito per rimetterli sul mercato

Affidato a Fondazione Casa Amica il servizio 2026–2030. Obiettivo: rafforzare l’incontro tra domanda e offerta e ampliare i canoni calmierati

In città il 14% degli alloggi resta sfitto: riparte l’Agenzia Abito per rimetterli sul mercato

A Bergamo il 14% delle abitazioni risulta oggi sfitto. Un dato che pesa in una fase di crescente difficoltà abitativa e che racconta anche le ragioni di molti proprietari: c’è chi preferisce non affittare nemmeno per periodi brevi, rinunciando ai cosiddetti affitti turistici, per conservare intatto l’immobile da lasciare in eredità ai figli; altri arrivano da esperienze negative con inquilini morosi o situazioni conflittuali e scelgono di non rimettere l’alloggio sul mercato.

È in questo contesto che il Comune rilancia “Abito Bergamo”, l’Agenzia per la Casa attiva dal 2017 come strumento stabile di supporto alle politiche abitative cittadine. Non un servizio aggiuntivo, ma un dispositivo integrato che coordina la lettura dei bisogni e l’individuazione delle risposte, favorendo l’incontro tra domanda e offerta.

L’affidamento per 5 anni

L’Amministrazione ha concluso la procedura per l’affidamento della gestione del servizio per il periodo 2026–2030. L’incarico è stato assegnato a Fondazione Casa Amica, realtà con consolidata esperienza nell’housing sociale e nella gestione immobiliare, che ha presentato un progetto articolato sul piano organizzativo e gestionale. Il percorso prevede anche la collaborazione con Acli Bergamo per il rafforzamento delle attività di comunicazione, animazione territoriale e consolidamento della rete dei soggetti interessati.

«Con l’obiettivo di rispondere in modo sempre più efficace alle crescenti necessità abitative – dichiara l’assessora alle Politiche della casa, Claudia Lenzini – abbiamo affidato, a conclusione di una procedura aperta, il servizio di gestione di Abito Bergamo per il quinquennio 2026–2030. L’Agenzia, già operativa dal 2017, ha costruito un’esperienza solida nella gestione delle misure pubbliche dedicate alla casa, integrando strumenti comunali, regionali e nazionali».

Oltre l’urgenza

Lenzini sottolinea la necessità di «una gestione professionale e intelligente delle risorse» e di una pianificazione che vada oltre la logica dell’urgenza, puntando anche sull’accesso e sul mantenimento della casa per le fasce più giovani della popolazione.

Per il presidente di Fondazione Casa Amica, Gabriele Rabaiotti, «l’attrattività di Bergamo è profondamente legata alla quantità di case in affitto». Il sostegno alla locazione, aggiunge, «richiede competenze e strumenti in grado di fornire garanzie ai proprietari e di qualificare la domanda». In una fase in cui i Comuni si trovano spesso soli di fronte alla questione abitativa, l’obiettivo è rafforzare la capacità progettuale locale, in attesa di nuove misure regionali e statali.

Anche Acli Bergamo mette al centro l’emergenza abitativa. «Sostenere la comunicazione dell’agenzia – spiega Dario Acquaroli, responsabile abitare – significa mettere a disposizione competenze che vanno dai social network alle relazioni di prossimità nei contesti di bisogno. L’obiettivo è ricostruire la fiducia tra domanda e offerta abitativa e il patto sociale attorno al diritto alla casa».

I 4 ambiti del progetto

Sul piano organizzativo, il modello prevede due livelli di sportello gestiti da un’équipe multiprofessionale: uno sportello informativo per orientamento e filtro iniziale su contributi, sostegni alla locazione e bandi; uno sportello di accoglienza e orientamento dedicato ai casi più complessi, con accompagnamento personalizzato e raccordo con altri servizi.

Un capitolo centrale riguarda la raccolta e l’analisi dei dati sugli alloggi disponibili a canone calmierato, con particolare attenzione agli immobili sfitti o oggi destinati ad affitti brevi. L’obiettivo è promuovere strumenti di incentivo e garanzia per favorirne la rimessa sul mercato ordinario. Sarà realizzato un database integrato con il sistema comunale e con il sito dell’Agenzia, pensato non solo come archivio operativo ma come strumento strategico di governance.

Sul versante territoriale, l’agenzia lavorerà in modo strutturato con università, scuole, sindacati, parrocchie, associazioni di categoria e reti economiche e sociali per costruire accordi sostenibili con piccoli e grandi proprietari. Un ruolo centrale sarà attribuito ai sindacati di proprietari e inquilini, per affrontare criticità come morosità e rigidità contrattuali e superare logiche di contrapposizione.

È previsto inoltre un supporto continuativo all’Osservatorio permanente sulle condizioni dell’abitare e degli affitti brevi, sia sotto il profilo organizzativo sia metodologico, con raccolta e integrazione di dati provenienti da fonti diverse e redazione di report periodici.

Tra gli elementi di innovazione figurano appunto un piano di comunicazione integrato con Acli, la creazione di un asse interterritoriale con Milano e Brescia e la valorizzazione degli alloggi pubblici attraverso modelli di assegnazione più flessibili e un monitoraggio costante dei risultati.

Infine, un sistema di gestione e controllo su due livelli – interno ed esterno – garantirà monitoraggio continuo, rendicontazione periodica e trasparenza.