Ogni motivazione che porta a una protesta, quando pacifica, merita rispetto. Detto questo, non si può ignorare il fatto che la quasi completa assenza di tifosi laziali nella sfida di ieri (4 marzo) contro l’Atalanta abbia condizionato pesantemente la semifinale di andata di Coppa Italia.
Non solo per una, ma per entrambe le squadre. Perché scendere in campo in un catino come quello dell’Olimpico che quando è pieno regala emozioni e “sposta” i momenti di una partita è sempre speciale. Così, invece, il clima è stato surreale.
L’amministratore delegato dell’Atalanta, Luca Percassi, nella consueta intervista rilasciata prima della gara, ha parlato anche di questa situazione e sulle limitazioni che hanno colpito i nerazzurri, condizionando la loro presenza all’Olimpico.
«Teniamo molto alla Coppa Italia, il rammarico è quello di non avere il nostro pubblico presente. Sono occasioni che raggiungiamo con tanta fatica e speriamo che, grazie al dialogo con le autorità, si possa arrivare a una soluzione. Il calcio è passione, vivere queste partite storiche e di grande importanza senza la nostra tifoseria è per noi un grande dispiacere».
Domenica scorsa (1 marzo) a Sassuolo, gara in cui l’Atalanta è stata seguita da circa 1.800 appassionati, non erano state imposte limitazioni, che invece sono state decise per la trasferta di Roma nella semifinale giocata ieri sera. La speranza, se nel ritorno di fine aprile tutto dovesse andare per il verso giusto con l’Atalanta che vola in finale, è che il prossimo 13 maggio a Roma si possa rivedere uno spettacolo come quello offerto dai 25 mila bergamaschi che riempirono la Sud dell’impianto per la finale contro la Lazio nel 2019.