Il campo da calcio dello stadio Matteo Legler di Ponte San Pietro è diventato un terreno di scontro, non solo calcistico. A lanciare l’allarme è Fabrizio Pirola – attuale gestore del bar interno dell’impianto insieme alla compagna Rosana Gonzàlez -, che descrive una situazione di profondo disagio legata alle condizioni del manto erboso, a rischio di impraticabilità a ogni accenno di maltempo.
«Vedere il terreno ridotto così mi spezza il cuore – racconta con amarezza -. Quando piove, quel campo è in cattivo stato e il rischio è quello di veder saltare le partite. E se spariscono i tifosi, viene meno la vita del bar. Io ci rimetto l’anima e il guadagno, vedendo il mio lavoro vanificato non solo da eventi atmosferici avversi ma anche da una gestione dell’impianto che andrebbe, a mio avviso, migliorata».
La lamentela si concentra poi sull’utilizzo di tecnologie automatiche a discapito della cura manuale: «Affidarsi solo a quei robottini tagliaerba è stata una follia. Un campo da calcio ha bisogno del tocco umano, di un giardiniere che lo ami e lo curi pezzo per pezzo».

Il malcontento non è solo suo, ma coinvolge l’intera comunità sportiva: «Anche i fruitori e i tifosi si lamentano, sono stanchi di questa situazione. Rischiamo un declino doloroso che non ci meritiamo in uno stadio storico come questo», conclude Pirola.
Parole forti, alle quali ha prontamente risposto il sindaco Matteo Macoli, difendendo l’operato dell’amministrazione e ridimensionando il quadro descritto dal gestore: «Ormai è da quasi tre anni che c’è questa gestione della società HServizi e non abbiamo mai ricevuto segnalazioni o rimostranze ufficiali. Sinceramente (…)