Lungo iter

Ponte sulla Quisa, un progetto passato tra mille peripezie e che Mozzo attende da dieci anni

Il primo atto formale risale all’ottobre 2015. Da allora, tra i rincari, sono state effettuate perizie, studi, progettazioni e cambiamenti di programma

Ponte sulla Quisa, un progetto passato tra mille peripezie e che Mozzo attende da dieci anni

Il futuro del ponte carrabile sul torrente Quisa, collegamento strategico tra Mozzo e Ponte San Pietro lungo via Papa Giovanni XXIII/Santa Lucia, è il risultato di un percorso tecnico-amministrativo avviato nel 2015 e sviluppatosi attraverso perizie, protocolli d’intesa, finanziamenti regionali e revisioni progettuali.

Il primo atto formale risale al 29 ottobre 2015 con la perizia tecnica e statica dell’ingegner Alessandro Pisoni, che apre un’analisi approfondita sulle condizioni del manufatto.

Nel 2018 i due Comuni sottoscrivono un protocollo d’intesa per la verifica e la messa in sicurezza del ponte, individuando Mozzo come ente capofila, e affidano l’incarico per rilievi e progettazione degli interventi.

Tra fine 2018 e inizio 2019 una nuova perizia evidenzia l’inadeguatezza della struttura rispetto ai requisiti di sicurezza originari, spostando l’attenzione da semplici manutenzioni a un intervento strutturale più incisivo.

Nel 2020 viene approvato un ulteriore protocollo per arrivare al progetto esecutivo di demolizione e ricostruzione del ponte, con una stima iniziale di 500 mila euro. Regione Lombardia, nell’ambito della legge regionale 9/2020, assegna un contributo di 150 mila euro.

Nel 2021 lo studio di fattibilità tecnica porta però il costo a 670 mila euro, a causa delle prescrizioni idrauliche della Provincia di Bergamo che richiedono l’innalzamento del battente e la rimodellazione dell’alveo. Il piano finanziario prevede 150 mila euro regionali e 260 mila euro per ciascun Comune.

Parallelamente vengono avviati (…)

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