Nella mattinata di ieri, venerdì 6 marzo, il Consiglio comunale di Montello è terminato con le dimissioni della sindaca Elvira Borali. Questo gesto di Borali segna una svolta del tutto inaspettata per l’Amministrazione comunale del paese. Essendo venuti meno i numeri della maggioranza, la prima cittadina ha chiuso la seduta consiliare aprendo la strada alla possibile nomina di un commissario.
La crisi politica e la lettera ai consiglieri
Già martedì (3 marzo), sulla pagina Facebook del Comune era stata pubblicata una lettera aperta della prima cittadina rivolta ai consiglieri comunali. Nel documento, Borali ha ripercorso l’origine della crisi politica: la rottura del rapporto di fiducia con l’ex vicesindaco, a cui erano state progressivamente revocate tutte le deleghe. La situazione si è poi aggravata con la nascita del gruppo consiliare “Prima Montello”, formato da tre consiglieri – tra cui lo stesso ex vicesindaco – che si sono staccati dalla maggioranza, facendo perdere al gruppo “Elvira Borali – Sindaco” la maggioranza assoluta in Consiglio.
Nella lettera, la sindaca ha inoltre ribadito di riconoscersi esclusivamente nel gruppo di maggioranza originario e nell’attuale Giunta, pur auspicando possibili collaborazioni su temi condivisi, in particolare sulle questioni ambientali e sull’opposizione al progetto dell’inceneritore della Montello Spa. Temi, questi ultimi, su cui si è consumata la rottura con l’ex vicesindaco.
<>Le parole della sindaca dopo le dimissioni
A poche ore dall’annuncio, Borali ha commentato con amarezza l’esito della vicenda: «Sinceramente, quando una si mette in gioco pensa di poter concludere la propria amministrazione alla fine della legislatura. Di certo non la considero una cosa positiva», ha detto al Corriere Bergamo.
Alla domanda se ritenga di aver commesso errori durante il mandato, la sindaca è netta: «No, credo di poter camminare a testa alta per il paese: da parte mia non è cambiata di una virgola la posizione che mi è stata contestata dall’ex vicesindaco. Non ci sono stati cambi di posizione né atti per cui sono venuta meno nei confronti di qualcuno».
Il nodo inceneritore
Tra i temi più delicati per Montello resta quello del progetto di inceneritore: «Il dispiacere più grande – ha spiegato Borali – è che alla prossima Conferenza dei servizi per Montello non ci sarà nessuno. Non crediamo che un commissario prefettizio abbia interesse a partecipare. Dopo aver lottato a lungo per opporci all’impianto, oggi le minoranze che erano tanto contrarie hanno preferito lasciare la strada aperta alla prescrizione».
Il bilancio di un anno e mezzo di mandato
Nonostante la conclusione anticipata dell’esperienza amministrativa, Borali ha rivendicato il lavoro svolto in un anno e mezzo di mandato: «Siamo riusciti a sbloccare questioni ferme da dieci anni: una nuova convenzione con la scuola dell’infanzia, l’accordo con l’A.S.D. Nova Montello per la gestione del gruppo sportivo, il ritorno della festa estiva dei giovani e la riorganizzazione degli orti comunali. Sono piccole cose, ma dimostrano la presenza sul territorio».
Tra i risultati rivendicati anche l’impegno nella battaglia contro l’inceneritore: «Abbiamo presentato osservazioni dettagliate e ci siamo sempre impegnati perché la voce di Montello fosse ascoltata». A colpirla è stato soprattutto il rapporto con i cittadini: «Mi sono sempre sentita voluta bene e questo mi rende orgogliosa».
Un futuro ancora incerto
Circa una possibile ricandidatura, l’ex sindaca ha preferito non sbilanciarsi: «È ancora presto. Le manifestazioni di affetto sono state tante e fanno pensare che la gente credesse nel nostro lavoro. Però per ora è prematuro dirlo. Mai dire mai».
Le dimissioni non sono ancora definitive: la normativa prevede infatti un periodo di 20 giorni durante il quale Borali potrebbe revocarle. In caso contrario, per il Comune di Montello si aprirà la fase del commissariamento, in attesa delle prossime elezioni amministrative.
Il voto in Consiglio e lo scontro politico
La crisi è esplosa definitivamente durante il Consiglio comunale convocato per votare la decadenza della consigliera Rebecca Colleoni, eletta nella maggioranza e poi passata al gruppo “Prima Montello”, guidato dall’ex vicesindaco Andrea Zanelli. L’esito della votazione ha sancito lo stallo: sei voti favorevoli e sei contrari.
«Ho preso atto che non avevo più la maggioranza. Con questo voto hanno consegnato nelle mani di un commissario prefettizio l’iter che valuterà il progetto del nuovo termovalorizzatore. Dimettersi non è stato un atto valutato con leggerezza», ha dichiarato Borali, attribuendo alle opposizioni la responsabilità politica della scelta.
Di diverso avviso i consiglieri di minoranza. «La responsabilità non è affatto nostra», ha replicato Eugenio Beccalli, presidente del comitato Aria Pulita Tomenone. Anche Zanelli ha respinto le accuse: «Avevamo dato la disponibilità a sostenere l’ordinaria amministrazione fino alla conferenza dei servizi. La decisione della sindaca è pretestuosa».
Il futuro della battaglia sull’inceneritore
Al centro della discussione resta ora il ruolo che il Comune di Montello avrà nella conferenza dei servizi sul progetto presentato da Montello Spa. Le posizioni ufficiali dell’amministrazione – contrarie all’impianto – sono già depositate agli atti.
«Confidiamo che il commissario prefettizio porti avanti la posizione del Comune», afferma Zanelli. Sulla stessa linea Beccalli: «Non farà valutazioni politiche, ma prenderà atto di quanto già presentato».
Tutti gli attori della vicenda assicurano comunque che la battaglia continuerà. «Il nostro impegno contro miasmi e inceneritore non cesserà», conclude Zanelli. E anche Borali ribadisce: «Eravamo l’unico gruppo con motivazioni serie per ostacolare la costruzione dell’impianto».
Formalmente le dimissioni diventeranno definitive dopo 20 giorni. Un periodo durante il quale, almeno sulla carta, la sindaca potrebbe ripensarci. Ma la stessa Borali appare scettica: «Con queste condizioni non è pensabile che le ritiri».