Finisce 1-6 alla New Balance Arena, un risultato pesantissimo che fotografa la differenza di valori tra Atalanta e Bayern Monaco. I tedeschi dominano dall’inizio alla fine con una prestazione devastante che ipoteca la qualificazione ai quarti. Il primo tempo si chiude già sul 3-0: al 12′ Stanišić segna indisturbato su corner battuto corto, al 22′ Olise salta Bernasconi e trova l’angolino col mancino, al 25′ Gnabry chiude il tris con un tocco sotto dopo un filtrante perfetto di Olise.
La Dea prova a reagire soprattutto sulla destra con Kamaldeen e Zappacosta, ma crea pochissimo. Carnesecchi evita un passivo ancora peggiore salvando più volte, Gnabry colpisce anche la traversa al 43′. Nella ripresa il Bayern dilaga. Al 52′ arriva il poker: contropiede fulmineo di Davies che serve Díaz, il colombiano apparecchia per Jackson che infila Carnesecchi.
Al 64′ la doppietta di Olise con una giocata da fuoriclasse: Davies lo serve, lui punta Bernasconi, lo salta e calcia sotto al sette. Una prodezza che scatena la standing ovation di tutto lo stadio, compresi i 23mila tifosi nerazzurri in piedi ad applaudire il talento del Bayern.
Al 68′ arriva il sesto gol: cross teso di Jackson dalla destra, Musiala si inserisce tra Musah e Djimsiti e devia in rete. Nel recupero il gol della bandiera di Pašalić su assist di Bellanova e deviazione di Krstović, accolto da un’esultanza liberatoria come se fosse stato l’1-0.
Una serata da dimenticare dal punto di vista del risultato, ma da cui l’Atalanta esce a testa alta per l’atmosfera speciale creata dai tifosi. Contro un Bayern di un’altra categoria, probabilmente la squadra più forte d’Europa in questo momento, la Dea poteva ben poco.
Olise straordinario, Davies devastante quando è entrato, una rosa profondissima che ha fatto la differenza in ogni zona del campo. Il ritorno a Monaco sembra ormai una formalità, ma l’importante ora è ripartire in campionato per blindare la qualificazione in Europa e concentrarsi sulla semifinale di Coppa Italia. Una sconfitta pesante, ma contro un avversario troppo forte per poter nutrire aspettative diverse.









