Iniziamo con due dati. Perché altrimenti diventa difficile capire cose è accaduto. L’Atalanta ha perso 6-1 in casa contro il Bayern Monaco, squadra con questo score stagionale: 134 gol segnati in 39 partite, 34 vittorie e appena 2 sconfitte giusto per dimostrare che sono umani. Non dei robot.
Contro la Dea, Kane è rimasto a guardare: dei 134 gol segnati dal Bayern Monaco, l’attaccante inglese ne ha segnati 45. Nelle ultime due partite che i tedeschi hanno giocato senza di lui, ne hanno fatti dieci. Dieci.
Contro una squadra così, normalmente perdi. E pure male, come s’è visto ieri sera (10 marzo). A questo livello della Champions, se sei fortunato prendi una squadra con cui puoi giocartela, mentre se ti va male prendi il Bayern Monaco. E siccome la differenza vista in campo è stata così netta (6 gol, 2 pali e almeno altre 4-5 occasioni nitide per i tedeschi), giusto prendere atto che l’Atalanta contro questa avversaria non può fare nulla.
Ammetterlo con umiltà significa dare il giusto peso al livello delle due squadre in campo. Una arriva agli ottavi con una clamorosa impresa contro il Borussia Dortmund (11 punti e 39 gol segnati in meno del Bayern in Bundesliga), l’altra domina anche senza alcuni pezzi da 90 e manda in campo giocatori talmente forti – come Olise – che fanno la ricognizione del campo in ciabatte. La scelta dei tacchetti, tanto, cambia poco.