«Sono molto preoccupata»

Ennesima aggressione alla edicolante di San Bartolomeo a Bergamo: «Non so più cosa fare, mi viene da piangere»

A nemmeno due settimane dalla denuncia, lo stesso uomo (un senza fissa dimora) è tornato da lei e l'ha nuovamente minacciata. È stato fermato, ma la donna ha paura

Ennesima aggressione alla edicolante di San Bartolomeo a Bergamo: «Non so più cosa fare, mi viene da piangere»

«Non so più cosa fare. Sono abbattuta e anche molto preoccupata per la mia attività». Mentre parla, la voce di Shirlen Villarroel (nella foto in apertura) trema. Un po’ per la paura, un po’ per la rabbia. Sono passate appena due settimane da quando un senza fissa dimora che solitamente stazionava alle spalle della sua edicola davanti alla chiesa di San Bartolomeo, in largo Belotti a Bergamo, l’aveva aggredita e minacciata brandendo un tubo di metallo. Ma oggi (giovedì 12 marzo) è successo di nuovo.

La nuova aggressione

«Stavo servendo una cliente quando improvvisamente il tizio è arrivato e ha iniziato a buttare tutto all’aria: giochini, l’espositore esterno con le riviste, tutto – racconta Villarroel -. Ho subito chiamato il 113 (il numero del pronto intervento della Polizia di Stato, ndr), ma ti fanno aspettare un’ora. Intanto quello lì urlava, mi minacciava. “Ti faccio fuori” diceva».

Il senzatetto che a fine febbraio ha aggredito l’edicolante

Una scena che, fortunatamente, non è passata inosservata. «Dei passanti si sono avvicinati, anche un magistrato che lavora in Procura – continua a raccontare la donna -. Poi finalmente sono intervenuti gli agenti del Nucleo appiedato della polizia locale. Hanno provato a calmarlo e, siccome non cambiava niente, alla fine lo hanno bloccato a terra. Quando è arrivata la polizia, lo hanno portato via. Io ho fatto vedere la copia della denuncia che avevo già presentato, che mi avevano detto di fare per risolvere le cose. Come vede, non è cambiato niente…».

«Mi viene da piangere. Cosa aspetta la sindaca?»

Villarroel non nasconde lo sconforto: «Mi viene da piangere, guarda. Anche l’altra volta l’avevano portato via, ma è tornato. Non so quante ore starà dentro questa volta. La verità è che è diventata una situazione invivibile. Mi ha preso di mira ormai. Mi è dispiaciuto tanto anche per la cliente era qua: s’è spaventata, temeva di essere aggredita. Mi ha fatto da testimone quando sono arrivate le forze dell’ordine, è stata gentile».

La titolare dell’edicola spiega che il confronto con l’Amministrazione comunale resta cordiale e aperto: «Proprio stamattina era passato a trovarmi l’assessore Giacomo Angeloni. Mi ha chiesto come andavano le cose e io gli ho risposto che per ora andavano bene, finché c’è la polizia in giro è tutto tranquillo. Mi ha detto che stanno lavorando per migliorare le cose. Lo spero, anche se mi chiedo cosa aspetti la sindaca a sistemare la situazione… Se ho fiducia? È difficile, come faccio a dire di sì dopo che è successo di nuovo? Ogni volta questo delinquente arriva e fa quel che vuole, spacca tutto, mi insulta, mi minaccia. Io non posso fare altro che telefonare, chiedere aiuto, denunciare. Ma alla fine non cambia niente. Chi ci rimette sono io».