Da quale parte penderà l’ago della bilancia si capirà subito, dal mattino. Dall’affluenza alle urne. Se sarà massiccia è possibile che la vittoria sorrida al centrodestra. Se invece sarà più lieve, crescerà la possibilità di un recupero del centrosinistra.
Domenica 15 marzo si vota. Anzi, votano. Sindaci e amministratori. Sì perché le elezioni del presidente della Provincia sono di secondo livello. E dunque precluse ai cittadini comuni.
La sfida è fra l’ex presidente dell’ente di via Tasso e sindaco di Romano di Lombardia Gianfranco Gafforelli e il presidente uscente e sindaco di Treviolo, Pasquale Gandolfi. Il primo è il candidato di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, il centrodestra unito. Il secondo, del Pd e degli altri partiti del centrosinistra.
Alle urne sono chiamati circa tremila fra sindaci e consiglieri comunali. Si vota in un solo luogo, la Cittadella dello sport di Bergamo. Dalle 8 alle 20. Dunque per esprimere la loro posizione, i votanti dovranno raggiungere il capoluogo, non troppo agevole dalle valli. Il centrodestra aveva chiesto il voto diffuso, ottenendo il via libera dal prefetto. Il presidente uscente Gandolfi invece non l’ha concesso per ragioni tecniche e legali, ha spiegato. Accorciando anche l’orario di voto. E mandando su tutte le furie gli avversari che hanno gridato alla «deliberata scelta politica».
Nelle ultime due settimane il centrodestra si è mobilitato in forze. Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno condotto una campagna a tappeto in tutta la Bergamasca. Hanno fatto un lavoro più che capillare sul territorio.
Gafforelli ha tenuto decine di incontri, parlando del suo programma a quasi un migliaio fra sindaci e amministratori. E così hanno fatto i segretari provinciali e i vertici dei partiti. In più, per domenica hanno organizzato pullman per portare i loro a votare.
Il centrodestra d’altronde è consapevole che la posta in gioco è altissima. Conquistare via Tasso significherebbe (…)