Agitazione in azienda

Sciopero alla Lutech di Grassobbio: lavoratori in assemblea contro la disdetta degli accordi

Alta partecipazione alla mobilitazione nazionale del gruppo. I sindacati: «Decisioni unilaterali, serve subito un confronto»

Sciopero alla Lutech di Grassobbio: lavoratori in assemblea contro la disdetta degli accordi

Mattinata di sciopero e assemblee per i lavoratori della Lutech di Grassobbio, azienda specializzata nella consulenza informatica che nello stabilimento bergamasco impiega circa 180 dipendenti. La mobilitazione si è svolta oggi (venerdì 13 marzo) ed è stata proclamata a livello nazionale in tutte le sedi del gruppo.

Al centro della protesta la decisione dell’azienda di disdire unilateralmente alcuni accordi aziendali che riguardano temi particolarmente sentiti dai lavoratori, come la gestione delle trasferte, i buoni pasto e lo smart working.

Mobilitazione nazionale

La protesta ha coinvolto tutte le realtà del gruppo Lutech sul territorio italiano. Anche a Grassobbio i dipendenti si sono riuniti in assemblea e hanno incrociato le braccia per manifestare il proprio dissenso rispetto alle scelte della direzione aziendale.

Secondo i rappresentanti sindacali la partecipazione allo sciopero è stata significativa e testimonia il malcontento diffuso tra i lavoratori dopo le ultime decisioni prese dall’azienda.

La posizione dei sindacati

«Lo sciopero è stato molto partecipato e rappresenta un segnale chiaro del malcontento generato dalle scelte unilaterali adottate dall’azienda» spiegano Federica Scaburri della Fisascat Cisl e Giuseppe Biundo della Fim Cisl.

I due rappresentanti sottolineano come la protesta nasca dalla volontà di difendere condizioni considerate importanti per l’equilibrio tra lavoro e vita privata, oltre che per l’organizzazione dell’attività quotidiana. «Siamo fortemente contrariati dall’atteggiamento finora mantenuto dalla direzione e dalle decisioni imposte senza un adeguato confronto con le rappresentanze sindacali» aggiungono.

La richiesta di un tavolo di confronto

Dal sindacato arriva quindi la richiesta di aprire al più presto un tavolo di discussione con l’azienda. L’obiettivo, spiegano Scaburri e Biundo, è avviare un confronto «reale e costruttivo» che permetta di trovare una soluzione condivisa. «Riteniamo fondamentale avviare un dialogo che porti al raggiungimento di un’intesa soddisfacente, capace di tutelare le persone e contribuire al benessere complessivo dell’azienda» concludono i rappresentanti della Cisl.

La mobilitazione di oggi rappresenta dunque un primo segnale forte dei lavoratori del gruppo, in attesa che nei prossimi giorni possano aprirsi spazi di trattativa tra azienda e organizzazioni sindacali.