Quartiere Boccaleone

Finito l’incubo delle case Aler in via Rovelli a Bergamo: verranno sgomberati i box occupati dagli abusivi

Sopralluogo con le forze dell'ordine: trovata una donna che dormiva, segni della presenza di persone e anche materiale abbandonato

Finito l’incubo delle case Aler in via Rovelli a Bergamo: verranno sgomberati i box occupati dagli abusivi

Incubo finito, pare, per i residenti delle case Aler del quartiere Boccaleone a Bergamo, da tempo sotto scacco di abusivi che avevano trovato “casa” nei box inutilizzati del condominio di via Rovelli. Ieri mattina, 12 marzo, Aler Bergamo-Lecco-Sondrio ha effettuato un sopralluogo congiunto con la polizia di stato, la Digos e i carabinieri per verificare la situazione dell’area.

Trovata una donna che dormiva e materiale abbandonato

L’operazione ha riguardato l’intero complesso: sono stati verificati uno per uno i 145 box presenti, aprendo quelli sfitti per accertare eventuali utilizzi non autorizzati o l’eventuale presenza di persone al loro interno.

Durante le verifiche, è stata trovata una donna che dormiva in uno dei box, successivamente accompagnata in questura per l’identificazione. In altri tre sono stati trovati materassi e reti, segni evidenti della permanenza di persone, mentre in diversi altri è stato rinvenuto materiale abbandonato.

Nel complesso, risultano circa una ventina di box da liberare e ripulire. Nell’area sono state inoltre individuate tre auto abbandonate. Sono stati quindi presi accordi con Aprica, che provvederà allo sgombero e alla pulizia dei corselli e dei locali tecnici, oltre alla rimozione di materiali abbandonati nell’area sopra i box, così da consentire la successiva messa in sicurezza degli spazi.

Altri interventi negli anni precedenti

Negli ultimi anni – ha spiegato Aler – l’area di via Rovelli è stata oggetto di diversi interventi di manutenzione e controllo. Tra il 2019 e il 2025 sono stati effettuati tre interventi di pulizia dei corselli, mentre sugli impianti citofonici sono stati realizzati nove interventi tra il 2023 e il 2025. Nello stesso periodo sono stati eseguiti diciotto interventi sull’illuminazione delle parti comuni.

«Ringrazio la polizia di stato, la Digos e i carabinieri per la collaborazione e per l’attenzione dimostrata – afferma il presidente di Aler Bergamo-Lecco-Sondrio Corrado Zambelli –. Operazioni come questa sono fondamentali per riportare ordine e sicurezza negli immobili di edilizia pubblica e per tutelare gli inquilini che rispettano le regole. È importante chiarire che si tratta di un intervento programmato da tempo. Attività di questo tipo richiedono organizzazione e coordinamento con le forze dell’ordine e non si improvvisano nel giro di poche ore. Questo dimostra che Aler è presente sul territorio e che non stiamo lasciando soli i residenti».

«Il contrasto agli utilizzi impropri degli spazi resta una priorità – conclude Zambelli – e continueremo a lavorare in stretto raccordo con le istituzioni e le forze dell’ordine per garantire condizioni più sicure e decorose nei nostri quartieri». Parallelamente, Aler sta lavorando anche alla razionalizzazione dell’utilizzo dei box, con un progetto che prevede la ricollocazione dei locatari su un unico piano così da consentire la chiusura delle aree meno funzionali e migliorare controllo e sicurezza dell’intero complesso.

L’assessore regionale alla Casa e Housing sociale, Paolo Franco, plaude all’intervento, importante per riportare «legalità e sicurezza nelle case Aler di via Rovelli, dove gli inquilini onesti lamentavano il perdurare di episodi gravi e non più accettabili, con abusivi che vivevano nei garage portando degrado, pericoli per l’incolumità, insicurezza, sporcizia. Ringrazio le forze dell’ordine per l’operazione e Aler per il ripristino degli spazi. Il nostro impegno non mancherà anche in futuro nel monitorare la situazione, nel raccogliere segnalazioni e nello stimolare interventi finalizzati a debellare l’illegalità. L’abbiamo detto fin dall’inizio e oggi lo ribadiamo ancora con più forza: nei nostri stabili non v’è spazio per chi non rispetta le leggi e le più basilari norme di civiltà e convivenza».