Fra i tanti rincari che stanno facendo discutere nel corso dei primi mesi del 2026, ha il suo peso anche quello che riguarda il settore della telefonia e delle offerte internet. Prima della fine dello scorso anno, infatti, era all’ordine del giorno il tema della rimodulazione delle tariffe di abbonamento che ha interessato quasi tutti gli operatori del settore. Si tratta di piccoli aumenti, di apparenti cifre irrisorie, che però, in un anno, impattano significativamente sulle spese di famiglie e aziende.
Rincari anche sulle tariffe internet e telefonia
Le stime parlano di rincari medi per il costo degli abbonamenti a internet che si aggirano intorno al 9,21% a famiglia. Queste variazioni tariffarie applicate ai clienti segnano un aumento medio di circa 2,32€ al mese, corrispondente ad un totale di 27,84€ all’anno.
Secondo il Codacons, complessivamente le famiglie italiane spendono per telefonia fissa e mobile circa 22,6 miliardi di euro all’anno (9,7 miliardi per il mobile e 12,9 per il fisso), cifra che rende il settore delle telecomunicazioni tra i più incisivi sul bilancio domestico.
Fortunatamente, la legge prevede che tutti gli utenti che non vogliono più aderire ad un abbonamento con un provider che ha aumentato i prezzi, possono appellarsi al diritto di recesso e sciogliere il contratto con quello specifico operatore senza penali né costi di disattivazione.
Vista la possibilità di passare ad un altro operatore, sono tanti i clienti che stanno cercando delle alternative più vantaggiose che gli consentano di risparmiare nel bilancio annuale per il servizio di telecomunicazione. In Italia esiste un provider che ha scelto di mantenere la promessa fatta con la sua politica aziendale, e cioè quella di non cedere ai rincari ed evitare costi nascosti.
È il provider italiano Ehiweb, sul campo dal 2004, che, già dimostrato con precise scelte aziendali sulla rimodulazione delle offerte telefonia e internet, ha preferito non praticare gli aumenti delle tariffe per non tradire la fiducia dei clienti privati, business e aziendali che lo hanno scelto nel corso degli oltre due decenni di attività sul territorio italiano.
La liberalizzazione del mercato della telefonia mobile in Italia, grazie alla quale gli utenti possono scegliere il fornitore più conveniente in base alle proprie esigenze e cambiarlo gratuitamente e senza vincoli in qualsiasi momento per ottenere tariffe più competitive, consentirebbe alle famiglie e alle aziende di diventare clienti di un provider che non ha praticato la rimodulazione delle tariffe telefoniche e risparmiare circa il 32% annuo. Passando ad un altro operatore più conveniente, dunque, il risparmio ammonterebbe a circa 13€ al mese.
Aumenti delle tariffe: cause delle rimodulazioni
Le rimodulazioni contrattuali, che possono variare da operatore a operatore, implicano delle modifiche alle condizioni contrattuali concordate tra l’operatore e il cliente, l’aggiunta o la rimozione di specifiche opzioni, servizi o vantaggi che in precedenza erano inclusi nel contratto, oppure l’aumento delle tariffe. In questo caso specifico, gli operatori internet e mobile stanno praticando l’adeguamento dei prezzi in maniera unilaterale, ovvero senza esplicita richiesta del cliente o suo cambio di necessità che giustifichi la rinegoziazione delle tariffe.
Le motivazioni che stanno dietro a questi rincari per recuperare redditività sono legate a vari motivi, dall’adeguamento alle dinamiche competitive di mercato all’aggiornamento delle politiche aziendali, delle normative o delle regolamentazioni governative, passando ovviamente dall’inflazione (+1,5%) che ha aumentato i costi operativi (dell’energia, delle infrastrutture o del personale) per le compagnie e dalla loro necessità di finanziare gli investimenti per il potenziamento delle reti in fibra ottica e del 5G, obbligatori secondo le normative UE sulla connettività.
Significativa è anche la fine della cosiddetta “guerra dei prezzi”, e cioè quella che per anni ha influenzato gli operatori di telefonia e il settore delle telecomunicazioni in generale, consentendogli di proporre tariffe a costi bassissimi a parità di servizi offerti, tra i più bassi in Europa.
Il fatto che il mercato libero italiano delle telecomunicazioni offra a privati e aziende la possibilità di non aderire obbligatoriamente alle modifiche contrattuali sulle tariffe, apre la strada a un vantaggio economico in seno ai diritti dei consumatori, ottenuto valutando le alternative disponibili proposte dagli altri operatori telefonici.
Se la vasta concorrenza sul mercato può sembrare motivo di confusione per i consumatori, in realtà è l’unico modo per cercare di risparmiare e proteggersi dai rincari.