Dopo sei risultati utili consecutivi, la striscia si è interrotta sul più bello. Sabato 14 marzo l’Atalanta Under 23 è caduta 3-1 sul campo del Giugliano allo stadio Alberto De Cristofaro. Una sconfitta che fa male soprattutto per come è maturata: i nerazzurri hanno dominato per larghi tratti, sprecato occasioni su occasioni, e sono stati puniti con una brutalità che il punteggio finale riflette solo in parte.
Un primo tempo da incubo
La Dea aveva cominciato bene, costruendo le occasioni più nitide del primo tempo. Misitano, Panada e Cortinovis avevano fatto girare bene la squadra, creando spazi e opportunità. Ma i gol non sono arrivati, e al 26′ il Giugliano ha punito con la prima vera occasione: uscita imprecisa di Vismara, Prado a porta vuota e 1-0 quasi dal nulla.
Cinque minuti dopo lo stesso attaccante ha raddoppiato con una conclusione dalla distanza che ha sorpreso ancora il portiere nerazzurro. Due gol costruiti su niente, contro una squadra che fino a quel momento aveva combinato pochissimo.

La reazione c’è stata, ed è arrivata quasi subito: al 33′ Panada ha trovato Manzoni con un filtrante preciso, e il fantasista classe 2005 ha incrociato col mancino firmando il 2-1. La Dea ha poi sfiorato il pareggio al 38′ con Ghislandi, ma senza trovare la zampata giusta. Si è andati all’intervallo sul 2-1, con i nerazzurri in partita ma con il rimpianto di aver regalato due gol evitabilissimi.
Ripresa a due facce
Nella seconda frazione Bocchetti ha inserito Vavassori, che al 62′ ha costruito un’occasione clamorosa servendo Misitano tutto solo davanti alla porta: il 9 ha però calciato sopra la traversa, sprecando quello che poteva essere il 2-2.
La Dea ha continuato a spingere, con Navarro e Cassa a provarci dalla distanza e in area, ma la precisione negli ultimi metri è mancata. All’87’, su calcio d’angolo, Ogunseye ha chiuso definitivamente la partita con una girata di testa: 3-1 e risultato non più in discussione.

Bocchetti: «Gli abbiamo regalato i gol»
Nel post-partita Salvatore Bocchetti non ha cercato scuse: «Peccato, perché era una partita in cui avremmo dovuto fare molto meglio. Fino al primo gol avevamo creato solo noi e lascia l’amaro in bocca perdere dopo aver sprecato tutte quelle occasioni».
Il tecnico ha poi individuato il problema principale: «Ci è mancata la concentrazione necessaria in partite come queste, contro una squadra che aveva bisogno di fare punti. Fa male perché i loro gol li abbiamo praticamente regalati: hanno creato davvero poco». Uno sfogo lucido, che non cancella la qualità del percorso ma sottolinea quanto ci sia ancora da crescere nei momenti decisivi.

La sconfitta di Giugliano ridimensiona leggermente le ambizioni ma non cambia la sostanza: con 38 punti e sei giornate ancora da giocare, la salvezza non è ancora stata raggiunta ma anche i play-off restano alla portata. Il calendario propone ancora sfide dirette contro Cavese, Sorrento e Siracusa, occasioni concrete per tornare a fare punti e tenere vivo un sogno che questa squadra si è guadagnata sul campo, ma prima la Dea dovrà fare i conti contro la Casertana nel prossimo turno.