Servono un milione e ottocentomila euro per mettere in sicurezza l’intero versante da cui, nel pomeriggio di lunedì 16 marzo, si è staccato il grosso masso precipitato sulla strada comunale di San Pellegrino Terme, che ha costretto il Comune a chiuderla a tempo indeterminato – anche ai pedoni. Fondi per i quali l’amministrazione ha avanzato richiesta di finanziamento a Regione Lombardia.
Il nodo finanziamenti: l’intervento rischia di essere lungo (e costoso)
I tecnici incaricati dal Comune, come riporta L’Eco di Bergamo, hanno effettuato un primo sopralluogo martedì 17 marzo, da cui è emerso che l’ammasso roccioso da cui il macigno si è staccato si trova a circa cinquanta metri a monte della strada. Prima di finire sulla carreggiata di via Tasso, fortunatamente senza colpire nessuno, è caduto su un prato.
Il versante è troppo pericoloso per il transito e così il Comune si è visto costretto a chiudere completamente la strada, al transito veicolare, pedonale e anche ciclabile, considerando che in quel tratto passa anche la ciclopedonale della Valle Brembana. Un progetto di messa in sicurezza del versante era già in fase esecutiva da qualche anno, dal 2022 per l’esattezza.
Il costo stimato è di un milione e ottocentomila euro per il tratto che va dal ponte per la variante in galleria fino alla Smi e si prevede oltre alla bonifica anche la posa di reti paramassi. Ora, l’amministrazione ha presentato a Regione Lombardia una richiesta di finanziamento, ma si tratta comunque di un intervento parecchio complesso e anche lungo, anche se i fondi arrivassero.

Un’alternativa c’è, ha spiegato il sindaco di San Pellegrino Terme, Fausto Galizzi: intervenire solamente sulla parte di versante da cui si è staccato il macigno, con un disgaggio di materiale ancora pericolante, se presente, e la realizzazione di un vallo che raccoglierebbe eventuale altro materiale se dovesse precipitare. Nei prossimi giorni i tecnici di Regione Lombardia arriveranno in paese per effettuare un sopralluogo.
Solo allora si deciderà il da farsi: se l’intervento di messa in sicurezza del solo ammasso roccioso sia sufficiente oppure se sia necessario intervenire sull’intero versante. Nel frattempo, la strada resta chiusa a tempo indeterminato, con grossi disagi sia per i cittadini che per i pendolari. Di fatto, il centro del paese ora risulta raggiungibile solamente da sud.
Chi scende dall’alta Valle (pullman del trasporto pubblico compresi) deve per forza attraversare le gallerie della variante e risalire alla rotonda (la situazione potrebbe peggiorare nel fine settimana, con ulteriori congestioni del già pesante traffico). I residenti devono fare lo stesso: a piedi il paese, da nord, non è più raggiungibile.
Chiusa anche la ciclopedonale della Val Brembana: di fatto, non esiste un’alternativa per chi vuole proseguire in bicicletta, considerando che la variante è in galleria. Questa chiusura si aggiunge a quella già in corso da un anno sull’altro versante del Brembo, fra piazza Granelli e il ponte della variante.