È all’alba, nel silenzio ancora sospeso del camposanto, che emerge l’ennesimo segno di un fenomeno che da mesi inquieta il territorio. Quando il custode apre i cancelli del cimitero di Martinengo, poco dopo le 8, davanti ai suoi occhi si presenta una scena già vista: lapidi violate, vasi strappati e abbandonati a terra nella fuga.
Ladri di bronzo
Durante la notte i ladri sono tornati a colpire, prendendo di mira diverse tombe e portando via vasi di bronzo, spesso in stile liberty. Uno di questi è rimasto nei pressi dell’ingresso, probabilmente perso durante la fuga. Un copione che si ripete e che si inserisce in una serie di furti che da tempo interessano i cimiteri della zona, dove il bronzo è ormai uno dei materiali più ambiti dopo che il rame è stato ampiamente depredato negli anni passati, come spiega PrimaTreviglio.
A confermare l’accaduto è il sindaco Pasquale Busetti, che si è recato immediatamente sul posto: il primo cittadino non nasconde l’amarezza per quanto successo, sottolineando la gravità di gesti che colpiscono un luogo simbolo di memoria e rispetto.
Episodi ripetuti
Non si tratta però di un episodio isolato. Negli ultimi due mesi, infatti, il camposanto è già stato teatro di altri due furti. In un primo caso erano stati sottratti i canali pluviali all’ingresso, inizialmente considerato un episodio sporadico. Successivamente, circa venti giorni fa, erano scomparsi tre vasi di bronzo, facendo pensare a un atto vandalico. L’ultimo raid, invece, lascia pochi dubbi sulla natura sistematica delle incursioni: questa volta sono state colpite almeno sette o otto tombe.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia locale, impegnati nei rilievi e nell’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza. I ladri, con ogni probabilità, hanno scavalcato il muro di cinta prima di agire indisturbati. L’amministrazione comunale è pronta a sporgere denuncia, mentre le indagini sono in corso. L’obiettivo è individuare i responsabili di una serie di furti che, oltre al danno materiale, lasciano una ferita profonda nella comunità.