Dopo la gara di Monaco contro il Bayern, mister Palladino ha dichiarato: «È stato bello confrontarsi con una squadra così forte, quando fai queste partite capisci i tuoi limiti ma poi ci puoi lavorare». Sono parole importanti, nei giorni in cui sono iniziate a circolare voci sul futuro di un allenatore in scadenza 2027 cui l’Atalanta avrebbe proposto il rinnovo (se ne parlerà in queste settimane, ora il focus è tutto sul campo) e dopo un’eliminazione come quella contro i tedeschi non era scontato ascoltare certe parole.
Se parli di limiti su cui lavorare, non può essere solo per l’immediato. Adesso, siamo ormai ad aprile, è il momento di raccogliere, non di lavorare sui limiti. Quello che hai dentro, nel bene o nel male, non si può cambiare (al massimo rifinisci) e quindi c’è una collocazione temporale per le parole di Palladino che sembra molto più ampia. Il tecnico dell’Atalanta con quella frase ha un po’ spostato in avanti la linea del futuro, anche perché dire “ci puoi lavorare” non riguarda solo il campo.
Per superare i limiti serve migliorare, con il lavoro quotidiano sui giocatori che hai in rosa (o ti rientrano..) ma anche con nuovi elementi da individuare, scegliere, portare a Bergamo e provare a far crescere. I binari di questa fine campionato sono quindi due, uno legato al presente da blindare con un accesso all’Europa vicino ma non ancora certo e l’altro con i pensieri che vanno a quanto si potrà fare per l’Atalanta che verrà. Il futuro, in un certo senso, è già iniziato.