Il bilancio del Comune di Dalmine torna al centro dell’attenzione. Se nei giorni scorsi le critiche del Partito Democratico avevano dipinto un quadro di incertezza, evocando una «tirata d’orecchie» da parte della Corte dei Conti, l’amministrazione comunale ha deciso di intervenire per riportare il dibattito su binari più tecnici e meno politici.
L’assessore al Bilancio Tommaso Perani ha chiesto di precisare alcuni passaggi fondamentali dell’istruttoria, sottolineando come la solidità dell’ente non sia mai stata in discussione.
Nell’ultima seduta consiliare c’è stata una comunicazione in merito rilievi fatti della Corte dei Conti sui rendiconti degli esercizi 2021-2024. Qual è la reale entità di queste osservazioni?
«Bisogna fare chiarezza. Si tratta di controlli ordinari che la Corte svolge periodicamente su tutti gli enti locali. Dalmine ha risposto puntualmente a ogni richiesta di chiarimento, collaborando con la massima trasparenza. La prova definitiva della bontà del nostro operato sta nelle conclusioni della Corte stessa, che ha affermato testualmente: “A seguito delle verifiche effettuate non è stato necessario procedere a ulteriori approfondimenti”. In altre parole, l’istruttoria si è conclusa positivamente senza sanzioni o prescrizioni gravi».

L’opposizione ha però parlato di “superficialità” nella gestione, specialmente su fondi e residui. Come risponde?
«Falso, questa è un’affermazione del consigliere Mora. La “tirata d’orecchie” evocata anche nel titolo del vostro precedente articolo andrebbe rivolta a chi non ha letto con attenzione i documenti. Se si entra nel merito dell’istruttoria, si scopre tutt’altro. Negli ultimi anni, grazie agli indirizzi delle amministrazioni di centrodestra, abbiamo ottenuto risultati importanti: abbiamo ridotto drasticamente l’importo dei mutui e diminuito gradualmente la quota di oneri di urbanizzazione destinata alla parte corrente del bilancio. Sono scelte (…)