Lo scorso 22 febbraio ha spento novantuno candeline. Ma Antonio Lamera, storico pilastro della comunità di Stezzano, non si è accontentato di ricevere auguri. Ha infatti deciso di mettere nero su bianco i capitoli più belli della sua esistenza e racchiuderli in un libro autobiografico.
Così è nata La mia vita con i ricordi di Stezzano, un volume di 184 pagine e 272 foto disponibile alla “Cartoleria e fantasia” di Mirella Campana in via Zanchi.
Il progetto ha anche una finalità benefica, come spiega l’autore: «Tutto ciò che raccoglierò con le offerte libere raggiungerà il Malawi. Voglio infatti continuare a sostenere fratel Costantino nella costruzione di un asilo, ma anche aiutare una volontaria che opera là da oltre vent’anni. L’avevo già sostenuta per i miei 87 anni: la sua missione è far vivere gli ammalati, i dimenticati, gli ultimi. In fondo, ho pensato che se non salviamo le vite, se molti bambini muoiono, l’asilo servirebbe a poco. Scrivere questo libro è stato un dono anche per me: ho rivissuto la mia storia riscoprendo dettagli che avevo dimenticato. È stato possibile grazie a un lavoro enorme di recupero: tempo fa ho scansionato ogni mio articolo, lettera o appunto inviato alle amministrazioni. Queste memorie sono ben 646 pezzi di vita».

Il libro è un viaggio tra cronaca e leggenda locale. Lamera riporta alla luce episodi come quello della storica maschera “Yo-Yo”, un pezzo di folklore stezzanese risalente a un’epoca in cui il Carnevale era un momento di creatività collettiva e satira paesana, ma anche le curiose dinamiche dei bagni di sole che il Comune organizzava un tempo per la salute dei cittadini. Tra le pagine emergono anche i contrasti, a volte aspri, tra il clero locale e il regime fascista, documentando una Stezzano che resisteva e cambiava.
Non mancano i dettagli sulla vita quotidiana del passato, come le riunioni oceaniche degli alpini. In quelle occasioni, sparivano i confini tra pubblico e privato: i cortili diventavano (…)