Questa chiamata se la meritava. Per la stagione che sta disputando, per la capacità di reagire ad un inizio di stagione in cui sembrava dimenticato da Juric, per la sua duttilità e lo spirito di abnegazione che dimostra ogni volta che mette piede sul campo. Davide Zappacosta non è stato chiamato da Rino Gattuso per la delicata sfida di Bergamo contro l’Irlanda del Nord, la partita che la Nazionale dovrà giocare per provare ad andare al Mondiale non si deciderà per la presenza mancata del nerazzurro ma ci sono elementi che, nei momenti chiave, meriterebbero di essere considerati e chiamati a dare il proprio contributo.
L’ultima volta in Azzurro di Zappacosta fu con Spalletti a Oslo il 6 giugno dell’anno scorso con l’Italia sconfitta 3-0 dalla Norvegia. In mezzo c’è una stagione che ha visto il laterale atalantino crescere in modo continuo e netto diventando con Palladino un titolare fisso. Tra i convocati di Gattuso, che he ha chiamati 28 tra cui Carnesecchi, Scalvini, Raspadori e Scamacca, uno come lui poteva tranquillamente starci e sarebbe stato anche un bel premio alla sua capacità di soffrire, poi lavorare e infine diventare determinante.
Dalle parti di Zingonia si conosce bene il valore di Zappacosta, pensando al futuro e a Palestra (atalantino in prestito a Cagliari che sta impressionando in stagione) già si pregusta la catena di destra con il 2005 in rampa di lancio e l’esperto classe 1992 a coprirgli le spalle (il Bellanova di questa stagione sarà da valutare profondamente) e anche se non è arrivata la chiamata dell’Italia il numero 77 di Sora deve sapere che chi segue l’Atalanta e vede tutte le partite, di uno come lui che lavora tanto e non dice mai una parola fuori posto, è davvero contento.