Benedetta sosta

La vittoria con il Verona non era affatto scontata. La prestazione? Dipende sempre dalle aspettative

Il gruppo ha bisogno di tirare un po' il fiato, quindi lo stop del campionato arriva nel momento davvero perfetto della stagione

La vittoria con il Verona non era affatto scontata. La prestazione? Dipende sempre dalle aspettative

Tutto sta nel capirsi, nel calcio come in ogni cosa. L’Atalanta ha vinto 1-0 contro il Verona e secondo chi guarda solo alle logiche della classifica non è successo nulla di particolare. I nerazzurri sono forti, gli scaligeri ultimi, quindi bisognava vincere. E farlo pure bene, perché questi prendono gol da tutti – e mica pochi -, quindi l’Atalanta doveva prendere i 3 punti con un risultato largo.

Poi, per fortuna, c’è il campo e chi prova ad andare un po’ oltre a posizioni, schemi e numeri. E questi ultimi non potranno che concordare: la Dea ha vinto una gara che doveva vincere, ma che non era per nulla facile.

Ecco perché vedere 90 minuti più recupero in cui l’Atalanta, per almeno due terzi del tempo, è stata in pieno controllo delle operazioni con un gol segnato, diverse buone azioni – tra cui la traversa di Krstovic – e qualche rischio (cross casuale di Belghali a parte) che è arrivato solo nel finale lascia comunque soddisfatti rispetto a quello che si poteva fare.

Certo, non chiuderla è una colpa e diventa pesante se si pensa che l’Atalanta (nella prima ora di gioco) ha avuto diverse occasioni per cementare il risultato, mentre il Verona è stato meno di nulla in avanti. Ma non si può non considerare la stanchezza che è venuta fuori, nonostante i tanti cambi iniziali.

La squadra ha giocato un primo tempo molto buono, in cui meritava (almeno) il doppio vantaggio. Nella ripresa il calo è stato evidente, soprattutto nella seconda parte, ma è assolutamente normale. L’Atalanta non ha giocato male, l’Atalanta in questo momento è solo stanca. E le due settimane di sosta sono importantissime perché (con i debiti scongiuri) anche chi è in Nazionale potrà lavorare senza la pressione di viaggi e partite che nella prima parte del 2026 sono stati davvero frequenti.