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Sostenibilità, housing e innovazione al centro dell’ultima edizione di Edil in Fiera a Bergamo

Dai convegni sulle nuove tecnologie all'emergenza abitativa: i temi che hanno animato il programma della trentesima edizione della fiera bergamasca

Sostenibilità, housing e innovazione al centro dell’ultima edizione di Edil in Fiera a Bergamo

Rigenerazione urbana, accesso alla casa, caro materiali negli appalti pubblici, transizione energetica e innovazione tecnologica: sono questi i filoni che hanno attraversato il programma convegnistico di Edil 2026 Next, con oltre 60 appuntamenti tra convegni, workshop e seminari sviluppati nell’arco dei quattro giorni della manifestazione.

Guarda il video con le interviste fatte in Fiera

Confindustria Bergamo punta sulle nuove tecnologie

Questa edizione della fiera dell’edilizia 5.0 ha segnato una grande novità sul fronte associativo: Confindustria Bergamo ha partecipato per la prima volta con uno stand proprio, scegliendo Edil come sede per ribadire la sinergia tra il comparto manifatturiero e la filiera delle costruzioni. A spiegare questa scelta è stato Giacomo Pesenti, presidente del Gruppo Tecnologie e Materiali per l’Edilizia di Confindustria Bergamo:

«Confindustria Bergamo per la prima volta ha uno stand proprio e siamo in Fiera perché riteniamo che la filiera edile sia una parte importante delle nostre attività, ma soprattutto materie prime, prodotti e tecnologie che sono utilizzate dal settore edile, vengono in gran parte dal comparto industriale. C’è una forte sinergia, e molte delle nostre aziende associate stanno facendo un percorso di evoluzione digitale, d’innovazione e di maggior sostenibilità che ormai è comune a tutto il mondo produttivo. Siamo assolutamente una parte del sistema e per questo crediamo sia importante esserci in occasioni come questa che permettono di far conoscere il settore e le sue innovazioni tecnologiche, soprattutto ai giovani».

Tra le aziende associate presenti, la Taramelli srl ha portato in fiera un progetto che ha attirato l’attenzione: un tavolo realizzato applicando la tecnica Kirigami Strata, antica arte orientale del taglio e della piegatura della carta, alla lamiera di ferro. Il processo è stato oggetto di una ricerca della Princeton University e dell’Università degli Studi di Bergamo. Il vicepresidente della categoria TME Giuseppe Taramelli ha illustrato il processo:

«Noi abbiamo preso un foglio da 2mm di lamiera di ferro, tagliato, punzonato allo scopo di creare una piattaforma nuova, in grado di sostenere molto più peso rispetto a prima. Come gruppo stiamo lavorando ormai da anni per rendere attrattiva la nostra filiera, soprattutto alle nuove generazioni attraverso iniziative come questa e collaborazioni prestigiose con università di Bergamo e università di Princeton».

ANCE Bergamo: emergenza casa e caro materiali

Anche ANCE Bergamo ha confermato la propria presenza a margine della fiera, partecipando ai convegni tematici. Il presidente Renato Guatterini ha messo in evidenza due criticità di sistema. La prima riguarda l’accesso all’abitazione:

«ANCE Bergamo è molto vicina a questa fiera perché rappresenta un’ottima sintesi di tutte le aziende che lavorano nella filiera dell’edilizia. Troviamo molti espositori che sono nostri colleghi e fornitori, ma siamo molto contenti anche perché a margine della Fiera ci sono una serie di convegni di grandissimo valore. Ce n’è stato uno sull’emergenza casa, si tratta di un problema contingente molto grave che non riguarda solo la provincia di Bergamo ma tutto il territorio sia italiano che europeo. Quindi abbiamo cercato di trovare dei modi per unire le forze allo scopo di trovare soluzioni per rendere la casa nuovamente ‘accessibili a tutti’. Per riuscire a fare questo però è necessario mettersi insieme: finanza, urbanistica, edilizia, istituzioni pubbliche e fare ognuno la sua parte per fare una buona sintesi».

La seconda criticità sollevata da Guatterini riguarda il caro materiali nel segmento degli appalti pubblici, aggravato dall’instabilità internazionale:

«Un altro problema grosso è quello del “caro materiali”, al seguito dello scoppio della guerra in Iran, soprattutto nel campo degli appalti pubblici dove ci sono molte contestazioni aperte, proprio perché i costi di realizzazione sono nettamente aumentati rispetto ai budget iniziali approvati. Prima c’è stata la questione del Covid, poi la guerra in Ucraina, ora questa nuova guerra in Iran, è evidente che non possiamo più continuare ad operare con le stesse regole che in passato. C’è bisogno di una maggiore flessibilità nella regolamentazione degli appalti pubblici. Non è possibile che ogni volta si debba andare dall’avvocato per tutelare i propri diritti».