270 nomi nell'urna

Bergamo ha ricordato le vittime del Covid: oltre 500 persone alla Messa al cimitero monumentale

Il canto finale ha suscitato ulteriore commozione, ricordando il legame profondo tra le persone scomparse e le loro comunità

Bergamo ha ricordato le vittime del Covid: oltre 500 persone alla Messa al cimitero monumentale

Oltre 500 persone hanno partecipato sabato (21 marzo) alla Messa commemorativa per le vittime del Covid-19 celebrata nella Chiesa di Ognissanti del cimitero monumentale di Bergamo, in occasione del quinto anniversario della Giornata Nazionale in memoria delle vittime della pandemia.

Una partecipazione oltre ogni spazio

La chiesa non è riuscita a contenere le centinaia di familiari, molti arrivati anche da fuori provincia, che hanno preso parte alla celebrazione organizzata dall’associazione #Sereniesempreuniti.

Per molti è stato il primo vero momento collettivo di commiato, dopo quei giorni drammatici del 2020 in cui non fu possibile celebrare funerali.

Un luogo simbolo della pandemia

La Messa è stata officiata da padre Marco Bergamelli dei Frati Cappuccini, che durante l’emergenza accompagnarono i defunti. La Chiesa di Ognissanti rappresenta un luogo fortemente simbolico: proprio qui, nel marzo 2020, vennero deposti numerosi feretri prima del trasferimento verso i crematori con i camion militari, immagini rimaste impresse nella memoria collettiva.

L’urna contenente 270 nomi

Momento particolarmente toccante della celebrazione è stata la lettura dei 270 nomi raccolti nelle settimane precedenti all’interno di un’urna di legno a forma di cuore, collocata sotto l’altare.

Padre Marco ha letto uno a uno i nomi e i pensieri dedicati ai defunti, dando voce a ricordi, dolore e amore dei familiari in un passaggio intenso e carico di emozione.

L’urna, offerta dal Centro Funerario Bergamasco insieme ad alcune agenzie del territorio, resterà esposta ancora per alcuni giorni nella chiesa.

Le parole dei familiari

«Abbiamo condiviso un momento di vera unione – ha commentato Cassandra Locati, presidente dell’associazione. – Finalmente abbiamo potuto vivere un funerale collettivo, ricordare i nostri cari e sentirci meno soli».

Locati ha sottolineato anche il valore simbolico dell’urna, che potrebbe diventare un luogo stabile di memoria e condivisione delle storie.

Tra musica e commozione

Ad accompagnare la celebrazione è stato il Coro Ana Penne Nere d’Almé. Il canto finale, “Signore delle cime”, ha suscitato ulteriore commozione, ricordando il legame profondo tra le persone scomparse e le loro comunità.

Alla Messa erano presenti anche rappresentanti istituzionali, tra cui l’assessore ai Servizi cimiteriali del Comune di Bergamo Giacomo Angeloni, diversi sindaci del territorio e membri della Commissione parlamentare d’inchiesta Covid.

Il valore della memoria

«Ringraziamo tutti i presenti – ha concluso Locati. – La ricerca della verità per chi ha perso qualcuno in questa tragedia riguarda tutti». Un momento di raccoglimento che ha unito dolore e memoria, restituendo voce a chi, durante la pandemia, non ha potuto ricevere un ultimo saluto.