Non ha passato mesi semplici. La lista degli infortuni, prima al crociato e poi alla spalla, ne hanno condizionato la passata stagione (senza contare la serie di fastidi muscolari) e lo hanno fiaccato nell’animo. Giorgio Scalvini però è grande. Non solo nel senso più “fisico” del termine – è un marcantonio di quasi 2 metri -, ma anche per la capacità di non mollare mai e rimanere aggrappato all’unica cosa che conta e che ti insegnano fin dal settore giovanile della Dea: ne esci solo con il lavoro.
In questa stagione, le presenze sono finora 21 (tra tutte le competizioni), con pure 2 gol in campionato. Fino a novembre inoltrato il suo percorso è stato davvero complicato, ma ora, con il 2026 ormai già iniziato da tre mesi pieni, Scalvini ha visto la luce e le prestazioni sono in netto e chiaro miglioramento.
Anzi, il livello delle sue prove sta confermando quanto di buono si dice da tempo sulle sue qualità, al punto che adesso ha ritrovato anche la convocazione con l’Italia per l’importantissimo spareggio verso il Mondiale di giugno.
Classe 2003, Scalvini ha solo bisogno di un po’ di tregua dagli infortuni. Se sta bene, da braccetto o addirittura da centrocampista aggiunto (vecchia prospettiva mai tramontata, viste le sue doti), un posto nell’Atalanta è sostanzialmente sempre suo. In passato sono arrivate tante richieste per lui e questo conferma che anche a livello internazionale la considerazione del numero 42 nerazzurro è molto alta.