Questo pezzo, ne sono consapevole, lo scrivo tutti gli anni. Nell’ultima sosta prima della fine della stagione, anche se c’è di mezzo la Nazionale che gioca a Bergamo, le squadre di club ai box scatenano il lato oscuro dell’informazione sportiva: il mercato. Quel “magico mondo” dove le squadre con più tifosi risolvono sempre i problemi vendendo chi non rende e acquistando (alle cifre stabilite da loro e dai giornali) i migliori, mentre le altre vengono solo depauperate dei propri talenti perché così deve andare.
Ognuno fa ovviamente quello che vuole, ma il tifoso dell’Atalanta deve cercare di non stare al gioco. Voci, spifferi, conferme, il cugino che la sa sempre lunga e tutto il resto della grancassa del nulla che si ode in ogni angolo non deve rapire, ma essere ignorata.
Non è semplice, ce ne rendiamo conto, ma bisogna piuttosto attendere le prossime settimane per i rinnovi di diversi giocatori (oltre che di Palladino) che sono a scadenza (o vicino) e che molto probabilmente resteranno a Bergamo anche l’anno prossimo.
I procuratori in questa fase sono al lavoro. Chiaro che certe operazioni si imbastiscono per tempo, ma è altrettanto vero che l’Atalanta non ha nessuna intenzione di smantellare e nemmeno di indebolirsi. Un anno puoi anche fare più fatica o entrare in una coppa meno prestigiosa, ma alla lunga la qualità paga e quindi puoi tornare dove negli ultimi nove anni sei sempre stato. Ovvero ai vertici del calcio europeo. Anche perché – Lookman docet – decide l’Atalanta chi resta e chi va.