Meno tagli, più natura

Sfalcio differenziato, Bergamo rafforza la strategia ambientale

In città crescono nuove aree e benefici concreti per suolo, insetti ed ecosistemi urbani: più tutela per ambiente e biodiversità

Sfalcio differenziato, Bergamo rafforza la strategia ambientale

Il Comune di Bergamo rafforza la propria strategia di gestione sostenibile del verde urbano ampliando le superfici gestite con sfalcio differenziato. Quest’anno le aree interessate raggiungono i 216.809 metri quadrati, in aumento rispetto ai 201mila dell’anno 2025, distribuite in 65 zone cittadine. Un progetto che punta a tutelare biodiversità, suolo ed ecosistemi urbani, riducendo la frequenza dei tagli e adottando pratiche più rispettose dei cicli naturali.

Progetto in crescita

L’iniziativa, avviata nel 2023 con appena 34mila metri quadrati, ha visto un’espansione costante negli anni. Nel 2026 sono state introdotte sette nuove aree e revisionate altre sei, coinvolgendo quartieri diversi della città. L’obiettivo è trasformare i prati urbani in veri e propri spazi naturali, capaci di ospitare una ricca varietà di specie vegetali e animali.

Benefici per ambiente e biodiversità

Lo sfalcio differenziato prevede interventi meno frequenti e più selettivi, permettendo alle piante spontanee di completare il ciclo di fioritura e favorendo la presenza di insetti impollinatori, piccoli vertebrati e uccelli. Secondo quanto emerso dai primi monitoraggi, si registra una riduzione delle zanzare e l’assenza di zecche, a fronte di un aumento dei predatori naturali e della biodiversità floristica.

Tutela del suolo

Particolare attenzione è rivolta anche al suolo, considerato uno dei principali serbatoi di biodiversità. Le nuove modalità di taglio tengono conto non solo della frequenza, ma anche della direzione e delle tecniche utilizzate, così da ridurre l’impatto sugli organismi presenti nel terreno. Queste pratiche contribuiscono a migliorare la fertilità del suolo e a sostenere i processi ecologici fondamentali.

Gestione su misura delle aree

Le superfici verdi vengono gestite con intensità diverse: accanto alle zone a sfalcio ordinario, sono previste aree con uno, due, tre o quattro tagli annui, calibrati in base alle caratteristiche ecologiche e all’utilizzo pubblico. Nelle aree a sfalcio ridotto, il primo intervento avviene generalmente da metà luglio, per garantire lo sviluppo completo della vegetazione.

Monitoraggio scientifico e risultati

Il progetto si basa su un approccio multidisciplinare che coinvolge il Museo Civico di Scienze Naturali Enrico Caffi di Città Alta e l’associazione Flora Alpina Bergamasca, oltre ai tecnici comunali. Le rilevazioni effettuate nel 2025 hanno registrato oltre 8mila esemplari di macroinvertebrati e 11 ordini diversi, con una presenza significativa di api selvatiche. Sul fronte floristico sono state censite 355 specie, molte delle quali autoctone e attrattive per gli impollinatori.

Risparmi e nuovi progetti

L’ampliamento delle aree a sfalcio differenziato comporta anche un risparmio economico per l’amministrazione, pari a oltre 111mila euro, circa il 5,46% del budget. Accanto a questa iniziativa, il Comune lancia anche il progetto “Fare il fieno in città”, rivolto ad aziende agricole e operatori del verde, per una gestione sostenibile delle aree attraverso la raccolta del fieno.

Uno sguardo al futuro

Nel lungo periodo, gli obiettivi riguardano l’aumento della biodiversità, il miglioramento della qualità del suolo e una maggiore resilienza degli ecosistemi urbani. Un percorso che si basa sulla collaborazione tra istituzioni, enti scientifici e associazioni, con l’intento di rafforzare le politiche ambientali e promuovere una maggiore consapevolezza sul valore del verde urbano.