L'impresa

Matteo Corna, in bici da Treviolo fino a Monaco di Baviera per seguire la sua Atalanta

Da casa fino alla Germania per oltre 550 km: passione, fatica e neve per seguire la Dea in Champions League. Tre tappe tra freddo e dislivelli

Matteo Corna, in bici da Treviolo fino a Monaco di Baviera per seguire la sua Atalanta

Dalla passione per la bicicletta a un viaggio di oltre 550 chilometri per seguire la propria squadra del cuore. È la storia di Matteo Corna, 35 anni, di Treviolo, che ha deciso di raggiungere Monaco pedalando per assistere alla storica sfida tra Atalanta e Bayern Monaco, ritorno degli ottavi di finale di Champions League. «Amo sia viaggiare che fare il ciclista e per me unire le due cose diventa l’apoteosi».

La sua passione è nata per caso. «Ho iniziato da solo, poi mi sono innamorato del mondo del ciclismo e sono entrato nella Popolare Ciclistica», racconta. Negli anni Matteo ha trasformato ogni viaggio in un’esperienza autentica. Tra le mete più significative ci sono state la Colombia, affrontata in due settimane tra salite e paesaggi montani, insieme a un compagno di squadra, e un lungo itinerario nei Balcani, che ha toccato Albania, Macedonia, Kosovo e Montenegro. Fino ad arrivare al viaggio più recente in Cile, tra le distese della Patagonia.

Tutto è organizzato secondo la filosofia del bikepacking: «Applichiamo dei borsoni alla bici per essere autonomi», spiega. «Nei viaggi lunghi ho anche uno zaino, una sacca idrica da due litri, perché mi è capitato di fare anche 100 chilometri senza trovare acqua».

L’idea di raggiungere Monaco è nata quasi per scherzo: «Avevo buttato lì “vado a Monaco, ma in bicicletta”». Da proposta informale a progetto concreto il passo è stato breve. Grazie all’applicazione Strava Matteo ha studiato il percorso dividendolo in tre tappe e pianificando ogni dettaglio. «Ho organizzato le soste, scegliendo città come Trento e Innsbruck per trovare più facilmente alloggio a prezzi più economici rispetto ai piccoli centri abitati».

Il chilometro zero è stata la New Balance Arena. «Sono partito intorno alle 7 del 16 marzo». La prima tappa fino a Trento, lunga circa 190 chilometri, l’ha percorsa in poco meno di sette ore di pedalata. Il secondo giorno, però, è cambiato tutto. «È stata la tappa più dura, con quasi 2.000 metri di dislivello e oltre nove ore di pedalata». Dopo un inizio piacevole fino a Bressanone, le condizioni meteo sono peggiorate. «Dai 15-17 gradi di Bolzano sono passato ai 4 tra Bressanone e Vipiteno. Salendo verso il Brennero ha iniziato a nevicare. Ho fatto tutta la salita sotto i 2 gradi, arrivando a zero in cima». Ma la parte più complicata è arrivata subito dopo. «Il problema è stato scendere, fino a Innsbruck ero a meno 2».

Nonostante l’abbigliamento tecnico, il freddo si è fatto sentire (…)

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