I lavori

Cantiere della nuova Gamec, il Comune riprende il controllo. Ma fino a giugno non si riparte

Via allo sgombero dell’area anche dalle gru dopo la rottura con Manelli. Obiettivo: andare avanti al più presto, tra contenziosi e nodi legali ancora aperti

Cantiere della nuova Gamec, il Comune riprende il controllo. Ma fino a giugno non si riparte

Qualcosa si muove, ma lentamente. In piazzale Tiraboschi alcune baracche di cantiere sono già state rimosse e anche il grande sollevatore è stato smontato. Tutto il resto, però, è rimasto dov’era: le due autogru con la scritta “Manelli” dominano ancora l’area, ferme, come sospese. Sono i segni concreti di una vicenda che si trascina da mesi. Dallo scorso dicembre il Comune di Bergamo ha infatti rescisso il contratto con l’impresa incaricata di costruire la nuova sede della Gamec. Da allora il cantiere è rimasto in una sorta di limbo operativo, in attesa di una soluzione.

Sgombero dell’area dal 6 aprile

Ora l’amministrazione prova a riannodare i fili. A partire dal 6 aprile, con una parziale chiusura di via Pitentino, sarà il Comune a occuparsi direttamente dello sgombero completo dell’area. L’obiettivo è dichiarato: «far ripartire i lavori il prima possibile». Un percorso che, nelle intenzioni di Palazzo Frizzoni, è già iniziato con la riassegnazione del cantiere alla seconda impresa classificata, che il 23 febbraio ha accettato di portare avanti l’opera. Tre giorni dopo, il 26 febbraio, il Comune è tornato formalmente in possesso dell’area.

Prima, però, bisogna liberarla. I materiali lasciati dalla vecchia impresa saranno rimossi e i costi, assicura l’amministrazione, verranno addebitati a “Manelli”, insieme ai danni conseguenti. Un conto che si aggiungerà al contenzioso già annunciato nelle sedi legali.

Passaggi tecnici per ripartire

Nel frattempo si procede con i passaggi tecnici necessari per ripartire. I lavori, finanziati anche con fondi del Pnrr (circa 6 milioni su un totale di oltre 18), sono stati affidati a un consorzio composto da Cme di Modena, Edilco di Martinengo e Colombo Spa di Sesto Calende. «Sono in corso gli approfondimenti previsti dal codice degli appalti», fanno sapere dal Comune. Se tutto filerà liscio, i lavori riprenderanno a giugno. Forse.

I costi

Intanto arrivano i primi numeri. Le operazioni di sgombero sono state affidate per poco più di 17mila euro, a cui si aggiungono oltre 21mila euro per lo smontaggio delle due gru, che saranno trasferite nei magazzini comunali di via Serassi in attesa che l’impresa venga a ritirarle. In totale, quasi 40mila euro per ripristinare l’area: una cifra che sarà interamente addebitata alla società appaltatrice, insieme ai costi di deposito che matureranno nel tempo.

Liberare il cantiere, in realtà, sarebbe spettato proprio alla “Manelli”, che si era aggiudicata i lavori nel settembre 2023, uno dei numerosi interventi legati al Pnrr ottenuti dall’azienda in diverse città italiane. Secondo gli uffici comunali, però, «nonostante i reiterati solleciti», l’impresa si è dimostrata «inerte o comunque molto lenta» nelle operazioni di smobilitazione.

Pignoramento

La situazione ha già avuto risvolti concreti. A inizio febbraio gli uffici hanno registrato un atto di pignoramento presso terzi per oltre 650mila euro, presentato da un fornitore della “Manelli”. Un’azione, spiegava allora il Comune, che riguarda più amministrazioni italiane coinvolte in lavori affidati alla stessa impresa.