Avvisi e verifiche

Incendi boschivi, scatta l’allerta in Bergamasca: rischio elevato e controlli rafforzati

Il rischio nelle zone con vegetazione è alto, con possibilità di focolai intensi e propagazione rapida per via delle condizioni meteo

Incendi boschivi, scatta l’allerta in Bergamasca: rischio elevato e controlli rafforzati

L’allarme è concreto e riguarda in particolare le aree prealpine, comprese quelle bergamasche. Le allerte emesse da Regione Lombardia nel mese di marzo 2026 parlano chiaro: il rischio di incendi di vegetazione è alto, con possibilità di focolai intensi e propagazione rapida. Non a caso, dalle 15 del 31 marzo è stato ufficialmente dichiarato lo stato di alto rischio di incendio boschivo.

Le condizioni meteo e la scarsa umidità della vegetazione rendono infatti il territorio particolarmente vulnerabile. In questo scenario, anche un piccolo innesco può trasformarsi rapidamente in un incendio difficile da contenere, soprattutto nelle zone prealpine centro-occidentali.

Interventi tempestivi

Nonostante diversi episodi registrati nelle ultime settimane, la situazione è rimasta sotto controllo grazie alla rapidità degli interventi. Determinante si è rivelata l’azione coordinata del sistema antincendio boschivo, che vede impegnati vigili del fuoco e squadre di volontari delle Comunità montane, sotto la regia del Centro operativo regionale di Curno.

Proprio la tempestività e la professionalità degli operatori hanno evitato che i roghi si trasformassero in incendi di grandi dimensioni. Un risultato che conferma quanto sia fondamentale intervenire nei primissimi momenti.

Intensificati i controlli

In questo periodo di massima attenzione, i carabinieri forestali di Bergamo hanno rafforzato il monitoraggio delle aree boschive. Dall’inizio del 2026 sono già state elevate 19 sanzioni amministrative, per un totale di oltre 2.800 euro, e segnalate sei notizie di reato all’autorità giudiziaria.

Tre persone sono state denunciate per incendio boschivo colposo, mentre proseguono le indagini su altri tre episodi ritenuti dolosi. Numeri che testimoniano come il fenomeno sia tutt’altro che marginale. Le sanzioni, inoltre, sono particolarmente severe: per chi viola il divieto di accendere fuochi o utilizzare apparecchi a fiamma si va da oltre quattrocento fino a più di quattromila euro. Nei casi più gravi, quando si provoca un incendio, si rischiano pene detentive fino a dieci anni.

Le conseguenze sul territorio

Un incendio non lascia segni solo nell’immediato, ma ha effetti a lungo termine sul territorio. Le aree percorse dal fuoco vengono infatti inserite nel catasto incendi e sottoposte a vincoli stringenti.

Per quindici anni non è possibile modificare la destinazione dei terreni, mentre per dieci anni sono vietate nuove costruzioni, pascolo e caccia. Anche la raccolta dei prodotti del sottobosco è sospesa per tre anni. Misure pensate per tutelare e favorire la rigenerazione degli ecosistemi danneggiati.

Appello alla responsabilità

Fondamentale resta il ruolo dei cittadini. Le autorità invitano a prestare la massima attenzione, evitare comportamenti a rischio e segnalare tempestivamente eventuali incendi ai numeri di emergenza del Centro operativo regionale antincendio boschivo (035611009), della Sala operativa di protezione civile regionale (800061160) e della Sala operativa provinciale dei vigili del fuoco, attraverso il numero unico di emergenza 112. Può essere utile anche consultare costantemente gli aggiornamenti tramite l’app regionale allertaLom. In un contesto così delicato, la prevenzione è l’arma più efficace.