La passione

Croce e delizia: il venerdì di Pasqua tra devozione e tradizione nella Bergamasca

Dalla città medievale alla Val Seriana, tra processioni, rievocazioni storiche e sapori tipici, il sacro e il profano si intrecciano nel rito cristiano

Croce e delizia: il venerdì di Pasqua tra devozione e tradizione nella Bergamasca

Croce e delizia, il weekend lungo di Pasqua. Con il profano che si fa sempre più largo nel sacro. Ma la stazione di partenza del venerdì santo è devozionale – le Via Crucis – anche se appoggiata a tradizioni e teatro popolare. In città le più affollate, alle 20.30, sono organizzate dalla parrocchia delle Grazie, da quella di Sant’Alessandro in Colonna e da Comunione e Liberazione, con partenza da Piazza Vecchia e partecipazione del vescovo: la celebrazione si snoderà tra le vie della città medioevale e lungo le mura.

Le più colorite resistono in Val Seriana. A Vertova una rappresentazione medievale, rivissuta da personaggi in costume, mette in scena la deposizione di Cristo utilizzando la statua con braccia mobili della bottega dei Fantoni. Tra i fedeli ce n’è uno in saio rosso, incappucciato e a piedi scalzi: porta una croce realisticamente pesante, coadiuvato da un disciplino in saio bianco.

Gromo si purifica col fuoco: il Serio si anima di piccoli falò, le finestre si illuminano di candele e lampadine. Ritrovo alle ore 21 presso la Chiesa di San Giacomo e San Vincenzo con breve funzione e partenza della processione. A seguire, si svolgerà un momento di raccoglimento in piazza. Al termine della processione è tradizione mangiare la “maiassa”, una sorta di torta a base di farina gialla, cipolle (o porri) fichi secchi e mele renette, condita con olio e cotta nel forno per un’ora a 180 gradi.