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Truffa del finto carabiniere, colpi a Curno e Lallio: due campani arrestati dai “veri” militari

Vittime delle anziane, chiamate al telefono da un complice che le avvisava della necessità di accertamenti su denaro e gioielli

Truffa del finto carabiniere, colpi a Curno e Lallio: due campani arrestati dai “veri” militari

Due colpi nell’hinterland, tutti e due compiuti con la solita tecnica del finto carabiniere, anche se con qualche piccola sfumatura d’inventiva: tuttavia, non è andata come sperato per un paio di criminali campani, fermati dai carabinieri. Gli arresti sono avvenuti nel pomeriggio del 31 marzo scorso, quando i militari della Sezione operativa di Bergamo hanno arrestato, in interventi distinti, soggetti ritenuti responsabili rispettivamente di truffa aggravata e furto in abitazione ai danni di persone anziane.

Il finto accertamento a Curno

Nel primo caso, gli uomini dell’Arma hanno arrestato un uomo classe 1961, già noto alle forze dell’ordine, sorpreso poco dopo aver raggirato una donna classe 1935, nata a Ponte San Pietro e residente a Curno. L’anziana vittima, vedova e pensionata, era stata contattata telefonicamente da un sedicente carabiniere che, con tono convincente e incalzante, le aveva riferito di un presunto furto avvenuto in un’oreficeria di Bergamo, sostenendo fosse necessario verificare eventuali beni di provenienza illecita in suo possesso.

Durante la conversazione, l’interlocutore – che era apparso credibile, in quanto privo di inflessioni dialettali – aveva chiesto alla donna di preparare tutti i monili, il denaro e gli oggetti di valore presenti in casa, annunciando l’imminente arrivo di un collega, incaricato di effettuare accertamenti fotografici.

Poco dopo, un uomo si è presentato davanti all’abitazione, qualificandosi come appartenente alle forze dell’ordine. Una volta entrato, ha raccolto tutti i beni su un tavolo e, con il pretesto di doverli catalogare e fotografare, li ha riposti in una busta, appropriandosene e allontanandosi rapidamente. Il bottino, particolarmente ingente, comprendeva numerosi gioielli in oro, orologi, monete e circa seicento euro in contanti.

La storia della rapina

Nel secondo intervento, i carabinieri hanno invece arrestato un 32enne, con precedenti, responsabile di una truffa simile ai danni di una donna classe 1947, nata e residente a Lallio. Anche in questo caso, la vittima era stata contattata telefonicamente da un sedicente militare della stazione di Treviglio, il quale aveva raccontato di una clonazione della targa del veicolo della donna, così come del suo presunto coinvolgimento in una rapina con feriti.

La telefonata, prolungata e strutturata, era finalizzata a confondere la vittima e indurla a collaborare. Durante la conversazione, le erano state richieste informazioni dettagliate circa la presenza di denaro e gioielli in casa, con il pretesto di dover verificare eventuali collegamenti con episodi criminosi. Poco dopo, un complice si è presentato alla porta, qualificandosi come incaricato di effettuare rilievi fotografici sui preziosi. L’uomo è riuscito a farsi consegnare i monili, per poi impossessarsene e darsi alla fuga. Tra i beni sottratti numerosi anelli, collane, bracciali e un orologio di pregio.

Trovati con addosso la refurtiva

In entrambi i casi, l’immediata attività investigativa e il controllo capillare del territorio hanno consentito ai militari di intercettare i responsabili poco dopo i fatti, assicurandoli alla giustizia. A seguito di perquisizione personale, infatti, gli uomini dell’Arma hanno trovato la refurtiva addosso agli indagati. Tutto è stato recuperato e restituito alle vittime.

Gli arrestati sono stati portati, nella mattinata del primo aprile, davanti al giudice del Tribunale di Bergamo per il processo con rito direttissimo, all’esito del quale sono stati disposti gli arresti domiciliari per il 64enne, ritenuto responsabile di truffa aggravata, e la custodia cautelare in carcere per il 32enne, ritenuto responsabile di furto aggravato in abitazione.