Retroscena

Provincia di Bergamo, centrodestra pigliatutto. Nel mirino ora ci sono Uniacque e le partecipate

Tutti gli assessorati a Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. E adesso si “regolano i conti” sulle aziende di via Tasso. L’eccezione Sacbo. E il tentativo (fallito) di rientrare del Pd

Provincia di Bergamo, centrodestra pigliatutto. Nel mirino ora ci sono Uniacque e le partecipate

Se il buongiorno si vede dal mattino, per il Pd saranno tempi decisamente duri in Provincia. Sconfitti alle ultime elezioni dal centrodestra unito, i dem hanno perso tutte le deleghe in via Tasso. E potrebbe trattarsi solo dell’inizio di un arretramento anche nelle società partecipate. Perché secondo quanto trapelato, la maggioranza di centrodestra non ha alcuna intenzione di cedere spazi di potere agli avversari. Dopo che, peraltro, Fratelli d’Italia era stata completamente esclusa dai giochi nel precedente mandato.

Le nuove deleghe

E così, come più volte dichiarato in campagna elettorale, Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno fatto man bassa sulle deleghe (così si chiamano gli assessorati in Provincia). Al primo consiglio provinciale di sabato 28 marzo il nuovo presidente Gianfranco Gafforelli le ha ufficializzate. Gli azzurri oltre alla presidenza, mantengono la vicepresidenza e l’Edilizia scolastica con Umberto Valois; la Protezione civile con Massimo Cocchi; lo Sport con Claudio Bolandrini.

Fratelli d’Italia incassa Viabilità, Società partecipate, Trasporti e Trasporto pubblico locale con Alessandro Colletta. E poi Servizi comunali, Cooperazione, Sviluppo territoriale, Formazione e Lavoro per Simone Nava. Montagna, Turismo, Marketing territoriale, Politiche giovanili, Terzo settore e associazionismo per Marco Gaverini.

La Lega prende Bilancio, Cultura, Sistema bibliotecario, Gestione del patrimonio, Comunità energetiche assegnati a Matteo Macoli. Laghi e Infrastrutture, con Francesco Micheli. Mentre a Juri Imeri vanno le deleghe ad Ambiente, Pianura, Polizia provinciale e Politiche sociali. Gafforelli ha tenuto per sé l’Agenda strategica, la Pianificazione urbanistica, il Personale e le Intese strategiche.

Dunque, sebbene Forza Italia si sia detta disponibile quantomeno a un confronto con la minoranza, il centrodestra piglia tutto, lasciando a bocca asciutta il Pd. I dem ci sono rimasti decisamente male. In un comunicato firmato dal capogruppo in Provincia, Mauro Bonomelli, scrivono: «Abbiamo apprezzato la dichiarazione del presidente Gafforelli di voler essere il presidente di tutti e di portare avanti l’idea della Provincia dei Comuni. Lo prendiamo in parola. Tuttavia non possiamo non rilevare come le posizioni di alcune forze politiche siano un sostanziale arretramento rispetto alla “casa dei comuni». Tradotto dal politichese: non ci avete lasciato nulla.

Piccolo problema: il Pd ha perso le elezioni. E dunque è oltremodo difficile accampare pretese. Il centrodestra era stato limpido fin dall’inizio. In un’intervista al nostro giornale un mese e mezzo prima del voto, il segretario provinciale di Fratelli d’Italia, Andrea Tremaglia, lo aveva detto a chiare lettere: «Chi vince governa, niente giochetti». E altrettanto nette erano state le dichiarazioni del segretario provinciale della Lega, Fabrizio Sala, che proprio del Pd attuale non ne vuole più sapere.

Parole che i dem, evidentemente, hanno sottovalutato. Oppure non compreso, pur nella loro chiarezza. Confidando, forse, un ripensamento postumo del centrodestra che non è arrivato.

I giochi nelle partecipate

Ora è probabile che Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, da vincitori facciano man bassa anche nelle società partecipate dalla Provincia. Anche se, nonostante le indiscrezioni filtrate nei giorni scorsi sulla stampa, la verità è che per ora il centrodestra non ha ancora messo la testa sui bersagli grossi. Ma è solo questione di tempo.

Nel mirino – specie dei meloniani e del Carroccio – ci sono i posti detenuti dal Pd in (…)

Continua a leggere sul PrimaBergamo in edicola fino a giovedì 9 aprile, o in edizione digitale QUI