Il dossier

Legambiente: «A Orio al Serio 413 decolli di aerei tra le 23 e le 6 nei primi 58 giorni dell’anno»

L'indagine "Puntualmente in ritardo 3” fotografa la situazione. Che non dipenderebbe solo dai ritardi, ma da scelte strutturali dell’aeroporto

Legambiente: «A Orio al Serio 413 decolli di aerei tra le 23 e le 6 nei primi 58 giorni dell’anno»

Legambiente Bergamo ha pubblicato la terza edizione di “Puntualmente in ritardo”, un’analisi indipendente dedicata ai movimenti notturni dell’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio “Il Caravaggio”. Il lavoro parte da una dichiarazione diffusa a fine novembre da Sacbo, la società che gestisce lo scalo, secondo cui i decolli in ritardo sulla pista 28 sarebbero drasticamente diminuiti grazie a una migliore gestione della congestione. Un dato che, secondo l’associazione, conferma un punto sostenuto da tempo: l’organizzazione operativa incide direttamente sul numero dei voli notturni.

I dati raccolti

Da qui nasce la domanda che guida il dossier: quanti aerei decollano tra le 23 e le 6 dall’aeroporto di Orio? Per rispondere, Legambiente Bergamo ha raccolto quotidianamente i dati pubblici del tabellone partenze, attraverso uno script automatico che registra la situazione dei voli ogni sera alle 23. L’analisi si concentra sui mesi di gennaio e febbraio 2026, e restituisce un quadro che distingue tra ritardi e programmazione ordinaria.

Nel periodo considerato, i decolli notturni complessivi sono stati 413. Di questi, 113 sono avvenuti in ritardo: voli previsti prima delle 23 ma partiti dopo. Anche escludendo le giornate anomale del 4 e 5 gennaio, restano 87 voli in ritardo distribuiti su 58 giorni, cioè più di un volo e mezzo ogni notte.

Il dato che emerge con maggiore evidenza, però, riguarda i voli programmati. Nei primi 58 giorni dell’anno risultano 300 decolli schedulati nella fascia notturna, pari a circa cinque a notte. La maggior parte – 218 – è concentrata tra le 5 e le 6 del mattino.

«Componente strutturale»

Secondo Legambiente, questo elemento cambia la prospettiva: la presenza di traffico aereo notturno non è soltanto una conseguenza di imprevisti o ritardi, ma una componente strutturale del modello operativo dell’aeroporto. I voli nella fascia 23-6, in larga parte, sono pianificati come parte dell’offerta commerciale.

Il dossier propone quindi un cambio di approccio nel dibattito pubblico. Se la riduzione dei ritardi dimostra che intervenire sull’organizzazione produce effetti concreti, allora anche la programmazione dei voli diventa una scelta discutibile, e non un dato inevitabile. L’obiettivo dichiarato non è alimentare contrapposizioni, ma offrire dati verificabili per una riflessione più ampia: sull’equilibrio tra competitività dello scalo e diritto al riposo, sugli impatti sanitari e sociali del traffico notturno, e sulla trasparenza delle informazioni disponibili ai cittadini.

Richiesta di confronto

«I dati che presentiamo oggi mostrano con chiarezza che il traffico aereo notturno non è soltanto il risultato di ritardi o situazioni impreviste, ma deriva in larga parte da scelte organizzative e commerciali precise», ha detto Elena Ferrario di Legambiente Bergamo. «Se negli ultimi mesi è stato possibile ridurre i decolli notturni causati dalla congestione del traffico, significa che intervenire è possibile. Per questo riteniamo che sia arrivato il momento di aprire un confronto serio e trasparente sul modello di funzionamento dell’aeroporto di Orio al Serio».

L’associazione chiede a Sacbo una maggiore trasparenza sui dati completi dei decolli e l’avvio di un percorso condiviso che tenga insieme la competitività dello scalo e la tutela della qualità della vita delle comunità circostanti. Perché, conclude Ferrario, «la competitività di un’infrastruttura strategica non può essere disgiunta dalla tutela della salute e del riposo dei cittadini».