I ristoranti si avvicinano alla chiusura delle prenotazioni per il pranzo di Pasqua, con molte sale già prossime al tutto esaurito e una domanda che continua a muoversi, soprattutto per Pasquetta, sul filo del “last minute”. Il quadro che emerge è quello di un settore che regge, sostenuto dalla voglia di festeggiare fuori casa, ma che resta esposto a un contesto economico ancora fragile.
Prezzi medi tra 55 e 80 euro
Dalle zone più turistiche, da Città Alta al Sebino, fino alle valli, l’offerta si conferma ampia e flessibile. Accanto al menù tradizionale, che continua a rappresentare una scelta rassicurante anche per la prevedibilità dei costi, molti locali propongono formule più leggere: carte ridotte o menù “a scelta” con poche portate, pensati per adattarsi a esigenze diverse. I prezzi medi si collocano tra i 55 e gli 80 euro, con punte che superano i 120 nei ristoranti di fascia più alta.
A tavola prevale la tradizione, ma con aperture sempre più frequenti a varianti creative. Non mancano i piatti simbolo – dall’agnello alle uova, fino ai dolci a base di colomba e cioccolato – rivisitati con tecniche contemporanee o affiancati da proposte alternative, comprese opzioni vegetariane e menù di pesce. Un equilibrio tra memoria e innovazione che sembra incontrare il favore del pubblico.
Richieste alte
Nonostante il peso dell’inflazione e dei rincari, le famiglie continuano a scegliere il ristorante per le occasioni festive, anche se si percepisce un rallentamento rispetto ai mesi precedenti. «Le feste restano un momento molto sentito e Pasqua e Pasquetta saranno positive», osserva Luigi Pesenti, vicepresidente del Gruppo Ristoratori di Confcommercio Bergamo. «Le richieste sono alte e trovare posto non è semplice, ma nei prossimi mesi potremmo affrontare una fase più complessa».
Diverso, come ogni anno, il discorso per il Lunedì dell’Angelo, più legato al meteo e alle decisioni dell’ultimo momento. Le previsioni favorevoli e la varietà delle proposte, dalle gite fuori porta tra laghi e colline alle ultime sciate in montagna, fanno comunque pensare a una buona affluenza. I gruppi restano contenuti, in media tra quattro e dodici persone, a conferma di una dimensione ancora prevalentemente familiare della festa.
Andamento turistico positivo
Il buon andamento della ristorazione si inserisce in un contesto turistico altrettanto positivo. Dopo un marzo sostenuto anche da grandi eventi sportivi, le festività pasquali confermano l’attrattività del territorio, in linea con una tendenza nazionale che privilegia mete meno affollate e soggiorni brevi. La clientela è soprattutto italiana, con una forte componente lombarda, mentre le presenze straniere restano stabili.
In crescita le richieste per destinazioni considerate finora più defilate, come la Valle Imagna, mentre continuano a performare bene il Lago d’Iseo e le località termali. San Pellegrino Terme registra livelli di occupazione molto alti, trainata dal turismo del benessere, sempre più integrato con esperienze all’aria aperta e proposte gastronomiche.
Tanto last minute
Si consolida inoltre la tendenza alle prenotazioni sotto data, influenzata dall’incertezza economica e dal costo degli spostamenti. Un fattore che rende più difficile fare previsioni, ma che non sembra intaccare, almeno per ora, la voglia di partire.
«Pasqua si conferma un momento importante per il turismo primaverile», sottolinea Alessandro Capozzi, presidente di Federalberghi Bergamo. «Anche nelle valli i segnali sono incoraggianti: si scia ancora, si possono fare escursioni e cresce l’interesse per il benessere». Positivo anche il bilancio per l’extra alberghiero, con appartamenti e bed and breakfast che beneficiano della domanda di soggiorni brevi e flessibili.