Passata la sosta per le Nazionali, è bene rimettersi a fare i conti europei per l’Atalanta di Palladino.
Vero che ogni stagione fa storia a sé, ma con la media punti attuale del mister nerazzurro si arriverebbe a quota 66 punti circa – ovvero altri 16 punti in 8 partite -, che di solito vale un posto in Europa League o in Conference League.
In concreto, la verità è che serviranno almeno cinque vittorie per avvicinarsi sensibilmente a quel traguardo, in particolare all’Europa League, sicuramente molto più agognata della Conference.
Il calendario della Dea prevede ancora gli scontri con Lecce (6 aprile in trasferta), Juventus (in casa), Roma (trasferta), Cagliari (trasferta), Genoa (in casa), Milan (trasferta), Bologna (in casa) e Fiorentina (trasferta). Nessuna gara è impossibile e per andare nelle coppe che contano (ignorando, per il momento la scorciatoia Coppa Italia) servono almeno un paio di exploit senza perdere colpi contro le medio-piccole.
La situazione non è semplice, né delle migliori. Chi insegue, come la Dea, non può inciampare mai, mentre chi è davanti lavora per non farsi prendere, sapendo che il calendario offe opportunità importanti contro formazioni che hanno tutte qualcosa da raggiungere. L’Atalanta quest’anno ha fatto più fatica (e perso male) contro chi lotta nei bassifondi e adesso bisogna invertire la tendenza.