Durante alcuni normali controlli dei carabinieri nel pomeriggio di venerdì 3 aprile, i carabinieri di Bergamo hanno notato, in territorio di Gorle, una Volkswagen Taigo con a bordo due persone. Alla vista dei militari, questi hanno assunto un atteggiamento sospetto. I carabinieri hanno così chiesto loro di fermarsi.
Il via all’inseguimento
A quel punto, il passeggero è sceso dall’auto e ha iniziato a scappare in mezzo ai campi che costeggiavano la strada, facendo perdere presto le proprie tracce, mentre l’uomo alla guida è fuggito a bordo dell’auto. Ne è così nato un inseguimento a tutta velocità, con i carabinieri che si sono messi sulle tracce della Taigo.
Picchi a 140 km/h, poi il ribaltamento
La corsa ha attraversato diversi Comuni: Gorle, Ranica, Villa di Serio, Alzano Lombardo e Albino. Sorpassi azzardati, tratti in contromano, attraversamento di incroci con semaforo rosso e velocità che ha raggiunto punte di circa 140 km/h hanno caratterizzato l’inseguimento, mettendo gravemente a rischio l’incolumità degli altri automobilisti presenti in strada e dei militari.
A un certo punto, l’uomo alla guida della Taigo ha iniziato a prendere strade secondarie e sterrate. E proprio in una di queste, in località Fiobbio di Albino, ha perso il controllo della sua vettura, ribaltandosi. Nonostante l’incidente, il soggetto è uscito dall’abitacolo e ha provato a continuare la sua fuga a piedi, ma è stato raggiunto e bloccato dai carabinieri.
L’arresto
L’uomo, rivelatosi un marocchino classe 1987 (un 39enne quindi), non s’è arreso e ha opposto resistenza, provando a divincolarsi con calci e spinte.
Bloccato e identificato, è stato portato al Comando di Bergamo, dove gli accertamenti hanno appurato che l’uomo è irregolare sul territorio nazionale e privo di patente di guida. Arrestato, è stato sottoposto a rito per direttissima, tenutosi la mattina di ieri (sabato 4 aprile) a Bergamo.
Disposta l’espulsione
Nei suoi confronti è stata applicata la misura dell’obbligo di presentazione quotidiana e il giudice ha anche rilasciato il nulla osta all’espulsione. Quindi, al termine dell’udienza, il 39enne è stato portato all’Ufficio Immigrazione della Questura di Bergamo per le pratiche di competenza.