successo importante

Cinque cose su Lecce-Atalanta 0-3 (e dintorni): segnali positivi in vista del tour de force

Prestazione solida e matura della Dea, che dimostra di avere parecchia qualità davanti. Bene la gestione del vantaggio nella ripresa

Cinque cose su Lecce-Atalanta 0-3 (e dintorni): segnali positivi in vista del tour de force

Foto di Atalanta

Non era una partita banale, per niente. Dopo la sosta, in trasferta, contro una squadra affamata di punti salvezza. E invece l’Atalanta risponde nel modo migliore: 3-0 secco al Lecce, gara indirizzata nel primo tempo e chiusa con autorità nella ripresa.

Segnali importanti, perché oltre al risultato c’è la sensazione di una squadra che sa quando accelerare e quando gestire. E adesso arrivano gli impegni veri.

Scalvini, gol da attaccante (e in Nazionale zero minuti…)

Il gol che apre la partita è semplicemente da numero 9: inserimento, dribbling e destro all’angolino. Giorgio Scalvini è sempre più un difensore totale, tecnico, pulito, moderno.

E allora la domanda viene spontanea: com’è possibile che in Nazionale trovi così poco spazio? A 22 anni ha già un’esperienza enorme tra i professionisti (130 presenze con 15 gol e 6 assist all’attivo) e continua a crescere. Meglio così per la Dea: è uno di quelli su cui costruire il futuro, insieme a Carnesecchi e agli altri ragazzi del vivaio.

De Ketelaere è tornato al centro di tutto

Non segna, ma incide eccome. Charles De Ketelaere è il cuore tecnico della manovra offensiva: salta l’uomo, crea superiorità, serve assist. Dopo la sosta delle Nazionali, dove è tornato a segnare con il suo Belgio, oggi altri segnali chiari. Se gioca così, il ritorno al gol anche con la maglia della Dea è solo questione di tempo. E per l’Atalanta è fondamentale ritrovarlo a questo livello proprio adesso.

Krstovic, tra errori e gol: alla fine decide

Partita strana quella di Nikola Krstović. Sbaglia una grande occasione nel primo tempo, una di quelle che pesano. Poi però resta dentro la gara, non si nasconde e quando arriva il pallone giusto lo mette dentro. Il 2-0 è pesante, perché di fatto chiude la partita. Anche quando non è brillante, riesce a lasciare il segno.

Pasqua speciale per lui, dato che ha compiuto proprio ieri (5 aprile) 26 anni; Pasquetta ancora più dolce, dato che è arrivato un gol importante: quello del 2-0 nella “sua” Lecce, che di fatto ha messo in ghiaccio la partita.

Raspadori, risposta alle critiche

Entra e fa quello che deve fare: intensità, voglia e anche il gol. Giacomo Raspadori si prende il 3-0 e manda un messaggio chiaro. Le critiche delle ultime settimane erano spesso esagerate (ne abbiamo parlato nell’ultima puntata del nostro podcast, QUI). È stato un investimento importante e adesso, dopo l’infortunio, sta tornando. Se cresce di condizione, può essere davvero un’arma in più.

Lecce spento, Atalanta matura

Il Lecce parte bene, ha una buona occasione all’inizio. Poi però sparisce, anche per merito dell’Atalanta. Dalla sua, la Dea è stata brava a non forzare, non scomponendosi mai, restando sempre in controllo del match. Nella ripresa i nerazzurri hanno accelerato solo quando serviva, riuscendo a chiudere i conti senza rischiare.

Bene anche chi è subentrato: atteggiamento giusto, concentrazione alta. È questo il segnale più importante in vista di Juventus, Roma e della semifinale di ritorno con la Lazio.

Lecce-Atalanta 0-3

Reti: 29’ Scalvini, 59’ Krstovic, 73’ Raspadori

Lecce (4-2-3-1): Falcone; Ndaba, Siebert, Tiago Gabriel, Veiga (68’ N’Dri); Banda, Ramadani (68’ Coulibaly), Fofana (46′ Gandelman), Pierotti, Ngom; Cheddira (78’ Stulic). All. Di Francesco

Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti (71’ Kossounou), Kolasinac; Zappacosta (71’ Bellanova), de Roon (63’ Pasalic), Ederson, Bernasconi; De Ketelaere, Zalewski (63’ Raspadori); Krstovic (80’ Kamaldeen). All. Palladino

Ammoniti: 47′ Djimsiti, 70′ Zappacosta.