Dall'11 aprile al 19 luglio

La mostra fotografica di Eugenio Goglio fino a mezza estate al Museo Sestini di Bergamo

Una figura poliedrica della valle restituita attraverso i suoi scatti, il ritratto strumento di indagine antropologica e sociale

La mostra fotografica di Eugenio Goglio fino a mezza estate al Museo Sestini di Bergamo

Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, la Val Brembana attraversò un tempo di trasformazioni: nuove iniziative industriali accelerarono lo sviluppo economico, mutarono i paesaggi, ridefinirono i ruoli sociali. A raccontare quel passaggio non sono soltanto i documenti scritti, ma i volti, gli sguardi e i gesti fissati dalla fotografia.

Da questa memoria visiva nasce “Ritratto di un’Epoca. Fotografie di Eugenio Goglio (1865–1926)”, mostra promossa e organizzata da Comune e Museo delle storie di Bergamo. Aperta al pubblico dall’11 aprile al 19 luglio, si troverà al Museo della fotografia Sestini, nel Convento di San Francesco in città. La mostra è sostenuta da Siad Fondazione Sestini, con il contributo della Provincia e il Consorzio Bim del Lago di Como e fiumi Brembo e Serio.

Il fotografo della valle

Protagonista dell’esposizione, curata da Roberta Frigeni, Nicholas Fiorina e Daniela Pacchiana del Museo delle storie di Bergamo, è appunto lui, Eugenio Goglio, una figura poliedrica della valle, nel centenario della sua morte. Nato a Piazza Brembana e formatosi a Milano tra l’Accademia di Brera e la Scuola superiore d’arte applicata alle industrie, rientra in valle nel 1889 dove, accanto all’attività artistica, diventa il fotografo del territorio.

La sua cifra distintiva sarà il ritratto: singolo, di coppia, di gruppo, in studio o all’aperto, sempre curato nel minimo dettaglio, come un set. Il ritratto diventa così non solo espressione artistica, ma anche uno strumento di indagine antropologica e sociale, in un momento in cui la geografia naturale della valle registra i primi segni dell’antropizzazione novecentesca.

La mostra cittadina

La mostra prende forma proprio da questa produzione fotografica: più di 140 scatti in bianco e nero raccontano la Val Brembana nei suoi paesaggi, nei suoi volti e nei suoi cambiamenti, restituendo la ricchezza di un territorio osservato attraverso lo sguardo attento del “Genio” della valle. Ne emerge un ritratto corale della comunità negli anni della Belle Époque, quando l’isolamento dell’Alta Valle viene progressivamente superato dall’arrivo della ferrovia e l’economia locale conosce i primi segnali di industrializzazione, legati allo sfruttamento dell’acqua del fiume Brembo.

Ad aprire l’itinerario è un video che mette al centro la biografia di Goglio e ricorda le tappe fondamentali della valorizzazione delle sue fotografie, fino al 2026: dall’acquisizione del Fondo fotografico dalla Provincia di Bergamo nel 1981 al deposito presso l’Archivio fotografico Sestini nel 2018; dal numero speciale di “Domenica” a cura di Marco Dell’Oro nel 2023 alla mostra “Ritratto di un’Epoca” nel 2026.

Il percorso espositivo si articola, poi, in cinque sezioni: “Un fiume, una valle” dedicata ai paesaggi da cartolina della Valle Brembana: da Sedrina a Zogno, da San Giovanni Bianco a San Pellegrino, da Piazza Brembana a Carona. Il percorso prosegue con i ritratti in studio e all’aperto di “Una valle in posa”. Un vero e proprio atlante dei volti brembani, messi in posa davanti a fondali dipinti.

“Donne e Regiùre” propone una galleria di figure femminili spesso ritratte con il cappello, simbolo del ruolo di comando in un’epoca segnata dallo spopolamento, conseguenza dell’emigrazione maschile verso Svizzera e Francia; “Il Genio in posa” presenta gli autoritratti di Eugenio Goglio, rivelandone la consapevolezza di artista e il radicamento nella comunità. In questa sezione trovano posto anche i fondali scenografici dipinti dal “Genio”, un autoritratto a carboncino e 17 documenti originali provenienti dagli eredi Goglio (Lionella Licini, Cristiana e Rossella Oldrati).

Chiude la mostra “Un’Epoca in movimento”. Qui trovano spazio le immagini di automobili, alberghi e ristoranti, testimonianze dei cambiamenti della valle aperta ad un turismo legato soprattutto a San Pellegrino Terme. Uno slancio verso la modernità che culmina con l’arrivo della ferrovia nel 1926, anno della morte di Goglio. Arricchisce questa sezione un video dedicato a Eugenio Goglio e suo figlio Fulvio, realizzato nel 2021 dal Museo delle storie di Bergamo.

Gli eventi e la visita guidata

Tutte le fotografie provengono dal Fondo Eugenio Goglio, composto da 3.069 negativi originali su lastra di vetro alla gelatina al bromuro d’argento, acquisiti dalla Provincia di Bergamo nel 1981 e depositati nel 2018 nei locali climatizzati del Museo della fotografia Sestini, dov’è possibile scoprire le tecniche e le attrezzature fotografiche dell’epoca in cui Goglio operava.

In occasione della mostra, si rinnova inoltre la collaborazione del Museo con il Touring club italiano attraverso il progetto “Aperti per voi”. Tutti i fine settimana, i volontari offriranno infatti una speciale accoglienza ai visitatori della mostra. L’allestimento resterà aperto al pubblico fino al 19 luglio e sarà accompagnato da un ricco calendario di appuntamenti: tra le prime iniziative in programma, la visita guidata il 12 aprile alle ore 16, con la speciale partecipazione di Cristiana e Rossella Oldrati, eredi di Eugenio Goglio (si può prenotare qui).