istanza alle autorità

Gravi criticità al liceo artistico Manzù di Bergamo: i genitori chiedono l’allontanamento del preside

Laboratori chiusi, sistemi di sicurezza inadeguati, corpo docente «delegittimato» e «abuso di potere» sono alcune delle problematiche segnalate

Gravi criticità al liceo artistico Manzù di Bergamo: i genitori chiedono l’allontanamento del preside

Gravi criticità che superano la questione tecnica della sicurezza strutturale, investendo direttamente il clima educativo e le condizioni di lavoro. È quanto segnalano i genitori degli alunni che frequentano il liceo artistico Manzù di via Tasso, che tramite un’istanza di provvedimenti disciplinari vogliono portare all’attenzione delle autorità competenti la situazione legata, in particolare, alla dirigenza dell’istituto della quale si chiede l’allontanamento.

Dai laboratori chiusi all’ambulanza non chiamata

La prima richiesta “d’aiuto” è arrivata a fine gennaio, con una lettera di denuncia firmata da 34 docenti del liceo. A cui è seguito il documenti “Tra Botti e Silenzi”, redatto da studenti e studentesse e firmato da oltre un terzo degli alunni. Fino all’esposto del 2 marzo, firmato da 130 genitori, e al presidio degli studenti del 31 marzo.

Ora, datata 9 aprile, l’istanza di provvedimenti disciplinari. «La figura dirigenziale – si legge – ha dimostrato di non saper garantire un ambiente sicuro e sereno né sotto il profilo strutturale, né sotto quello relazionale». Il dirigente scolastico, da una decina d’anni, è Cesare Botti.

Diversi i punti toccati nell’istanza. In primis, i genitori fanno luce sulle «lacune allarmanti» in tema di gestione della sicurezza all’interno del liceo. Tra cui si sottolinea l’inadeguatezza dei sistemi di allarme e l’assenza del preposto alla sicurezza. «Anche la didattica è pesantemente penalizzata: alcuni laboratori risultano interdetti da cartelli di divieto d’uso, con conseguente paralisi delle attività didattiche d’indirizzo».

Un bel problema, specialmente per gli alunni che, tra qualche mese, dovranno affrontare la maturità. «Nonostante negli ultimi otto anni siano state avanzate richieste dei responsabili di dipartimento per la sostituzione di attrezzature vetuste (ad esempio cavalletti), l’unica risposta dell’amministrazione è stata l’inibizione all’uso».

Per quattro giornate, inoltre, gli alunni sarebbero stati fatti uscire anticipatamente perché il personale Ata era impegnato in corsi di formazione sulla sicurezza: «Secondo la normativa vigente, la formazione obbligatoria del personale non può giustificare la contrazione dell’offerta formativa». Anche il clima istituzionale all’interno della scuola risulta «profondamente deteriorato», a causa «di una condotta della dirigenza volta alla delegittimazione del corpo docente e al controllo del dissenso».

Si fa riferimento in particolare all’assemblea del 14 febbraio, in cui «il dirigente ha screditato i 34 docenti firmatari della lettera di denuncia, definendoli dinanzi a studenti e genitori come “ribelli” privi di trasparenza». Al clima di tensione si aggiunge la mancata pubblicazione di un orario definitivo, spiegano i genitori, e la «sistematica rimozione di qualsiasi materiale informativo o di protesta affisso dagli studenti», che hanno «più volte segnalato atteggiamenti autoritari e di non ascolto nei loro confronti».

Infine, vengono segnalati «annullamento improvviso dei viaggi di istruzione senza chiarimenti sui rimborsi, mancata candidatura dell’istituto ad alcuni bandi per progetti internazionali (come Erasmus Plus)» e, non ultimo, «un grave episodio di carenza nei soccorsi in data 2 marzo, quando il personale Ata avrebbe omesso di chiamare tempestivamente un’ambulanza per una studentessa svenuta adducendo la necessità di un’autorizzazione gerarchica».

«La condotta del dirigente scolastico ha prodotto effetti preoccupanti e distruttivi», tra cui «l’abuso di potere e di immagine, manifestatosi in atteggiamenti aggressivi e riprese fotografiche non autorizzate verso gli studenti, nonché nell’uso punitivo degli orari di servizio contro il personale, di diffusi momenti di interruzione della didattica e di sistematici atteggiamenti autoritari e di non ascolto degli studenti e studentesse».

I genitori chiedono l’allontanamento del dirigente scolastico

«Come genitori abbiamo attivato modalità collaborative e cercato di ascoltare e comprendere partecipando all’incontro del 14 febbraio con il dirigente, durante il quale è emersa da parte di tutti, incluso il dirigente, la volontà di migliorare e far funzionare le cose. Tuttavia abbiamo trovato anomala l’espressione “ripartiamo da qui” usata dal dirigente per chiedere l’interruzione di polemiche sulla sicurezza e per chiedere di non considerare il pregresso e ripartire da zero».

Una proposta, a detta dei genitori, «irricevibile: l’ammissione di errori sistemici che hanno messo a rischio l’incolumità e la serenità degli studenti deve necessariamente tradursi in un’assunzione concreta di responsabilità, che non può che coincidere con l’allontanamento del dirigente dal suo incarico».