Scenari

Adesso il centrodestra punta al piatto forte: tornare a vincere nella città di Bergamo

Dopo la vittoria di Gafforelli in Provincia e la valanga di “Sì” al referendum, la coalizione si prepara alla riconquista di Palazzo Frizzoni nel 2029

Adesso il centrodestra punta al piatto forte: tornare a vincere nella città di Bergamo

L’appetito vien mangiando. Dopo la vittoria di Gianfranco Gafforelli in Provincia e il risultato colto in Bergamasca col referendum sulla Giustizia, il centrodestra punta al piatto prelibato: la città di Bergamo.

L’occasione per mettere le carte in tavola, la presentazione del consigliere comunale Cesare Di Cintio, eletto con la lista Pezzotta, poi indipendente e ora passato nelle file di Forza Italia.

«Con l’arrivo di Di Cintio – ha spiegato il coordinatore regionale azzurro Alessandro Sorte – il nostro gruppo raddoppia e si rafforza significativamente. A lui affideremo anche la delega allo sport, ambito di cui si occuperà a livello regionale. Questo risultato rappresenta il compimento di un lungo percorso di crescita che ha visto Forza Italia protagonista nella Bergamasca con la storica vittoria di qualche settimana fa della presidenza della Provincia».

«Forza Italia – ha detto a chiare lettere Sorte – vuole tornare protagonista anche nella città capoluogo di Bergamo e lavorerà fin da ora per vincere le elezioni comunali del 2029, ed avere un sindaco azzurro». Concetto ribadito dal segretario provinciale azzurro Umberto Valois secondo il quale «i tempi sono maturi per riprenderci la città». E fatto proprio anche da Di Cintio e dalla collega Giulia Ceci, il consigliere più votato del centrodestra a Bergamo.

«Nella lista Pezzotta, che ringrazio, mi sentivo un terzino – ha spiegato il nuovo arrivato -, mentre ora, dopo un anno di riflessione nel quale ho avuto anche proposte dal centrosinistra (Azione, ndr) credo di aver trovato il mio ruolo: quello dell’8, del mediano di spinta dentro gli azzurri di Forza Italia, accanto al nostro centravanti Giulia Ceci».

Il passaggio di Di Cintio in azzurro ha suscitato la reazione del Pd. «Speriamo soprattutto che, trovata finalmente la sua collocazione politica, il consigliere Di Cintio possa lavorare proficuamente per il bene dei cittadini, se ritiene anche interrompendo il quasi costante filotto di astensioni che ha contraddistinto le sue votazioni in aula», dicono il segretario cittadino dei dem Alessandro De Bernardis e la capogruppo Francesca Riccardi.

«Fa sorridere – ironizzano – che un gruppo di centrodestra declami con orgoglio di avere acquisito un nuovo consigliere, quando si tratta di un eletto nelle loro fila che semplicemente ha fatto diversi cambi di casacca». Anche se, a dire il vero, è stato il Pd, per un anno, a dire no alle richieste di Di Cintio di poter creare un gruppo misto a Palazzo Frizzoni.

Ma tant’è. L’obbiettivo del centrodestra ora è vincere in Comune. L’ultimo sindaco che c’era riuscito era stato il compianto Franco Tentorio. Poi ci avevano provato l’ex parlamentare Giacomo Stucchi della Lega e Andrea Pezzotta, avvocato di grido e non iscritto ad alcun partito, ma “chiamato alle armi” da Andrea Tremaglia di Fratelli d’Italia.

Al prossimo giro, dunque, il candidato spetterebbe, per una regola non scritta, a Forza Italia. Anche in virtù delle sconfitte identitarie degli alleati. Un centrista, noto, moderato e vicino agli ambienti che contano è l’identikit del candidato ideale. Ancora non c’è. Ma certo occorre cominciare a lavorare da oggi per recuperare terreno.

Alle ultime amministrative in città, per una serie di errori di cui si presume il centrodestra abbia fatto tesoro, il distacco dal centrosinistra, che vinse al primo turno, fu abissale. Tredici punti. Sulla sconfitta pesò senza dubbio la capacità di Elena Carnevali di entrare in sintonia con i cittadini. Contò l’effetto trascinamento della candidatura di Giorgio Gori alle Europee. Ma soprattutto fu determinante l’enorme forza del Pd, primo partito in assoluto (…)

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