Parco Pertini

Sedici nomi, tre steli e una panchina bianca: a Dalmine il grazie a chi ha scelto di donare

Domani (12 aprile) verrà inaugurato un monumento corale nato dalla collaborazione tra Aido, Avis e Admo: uno spazio di sosta e riflessione

Sedici nomi, tre steli e una panchina bianca: a Dalmine il grazie a chi ha scelto di donare

Sedici nomi, tre steli di acciaio e una panchina bianca. Da domani (domenica 12 aprile) alle 11, il parco Pertini di Dalmine non sarà più solo un polmone verde, ma un monito alla solidarietà.

In un punto di forte passaggio prospiciente a viale Locatelli, verrà inaugurato un monumento corale nato dalla sinergia tra Aido, Avis e Admo. Un’opera che trasforma il metallo in un ringraziamento collettivo. L’elemento centrale, curato dall’artista benemerito Oliviero Passera, è una panchina bianca decorata con tre cuori rossi, simbolo delle tre associazioni coinvolte.

«Il progetto prevede la realizzazione di uno spazio dedicato alla memoria e alla solidarietà nel cuore di Dalmine – spiega Giordano Lupini, presidente dell’Aido di Dalmine -. Le steli saranno realizzate in acciaio inox, un materiale solido ed evocativo che ben si sposa con l’area. La panchina è pensata come uno spazio di sosta e riflessione: sedersi qui offre la possibilità di rallentare per un momento e pensare al prossimo».

Mentre le steli di Avis e Admo riporteranno frasi pensate per invitare i cittadini alla donazione, quella dell’Aido avrà un valore profondamente commemorativo. «Sarà un ringraziamento tangibile ai cittadini di Dalmine che, venendo a mancare, hanno scelto di donare gli organi, trasformando il proprio addio in una speranza di vita per altri», afferma Lupini.

Sulla stele Aido sono stati incisi i nomi di sedici donatori dalminesi, individuati in una ricerca che parte dal 1976. «Abbiamo scelto di incidere solo il nome di battesimo e l’anno di morte, come per esempio “Andrea, 1979”. È una decisione ponderata, presa in accordo con le famiglie per rispettare la delicatezza del gesto e il principio di anonimato previsto dalla legge. È importante ricordare che la donazione non è sempre possibile: avviene solo in circostanze cliniche specifiche, come la morte encefalica, il che rende questo regalo ancora più prezioso e raro».

Questa sensibilità ha radici profonde: «L’Aido è nata proprio qui vicino (…)

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