Nei quarti di finale di Coppa Italia, l’Atalanta ha vinto 3-0 contro la Juventus a Bergamo una gara in cui il cinismo dei nerazzurri è stato decisivo.
La squadra di Palladino ha sofferto, l’ha sbloccata con Scamacca su rigore dopo che Conceicao aveva preso una traversa clamorosa e nella ripresa ha piazzato l’uno-due decisivo con Sulemana e Pasalic nel finale. Massima resa con qualche altro rischio corso, ma senza rubare nulla: tre gol vanno comunque fatti e i nerazzurri ci sono riusciti, con merito.
Ciò che però va tenuto in considerazione è che la Juventus, checché ne dica quel risultato, non è stata messa alle corde o dominata, è riuscita a costruire azioni importanti e con l’ingresso dell’ex Boga nella ripresa aveva creato ancora più pericoli.
Palladino, attento osservatore di quanto succede oltre che abile stratega, ha senza dubbio valutato tutto e qualche accorgimento ce lo aspettiamo per la sfida di questa sera (11 aprile), ma la Juventus va rispettata per quello che mette in campo, prima ancora che per il nome che porta.
Certo, senza Vlahovic e soprattutto McKennie (squalificato), davanti i bianconeri hanno qualche assenza pesante. Soprattutto l’americano, che a Bergamo in Coppa Italia aveva giocato in un ruolo molto simile a quello di centravanti, poteva essere un elemento prezioso per Spalletti. Per vincere ancora contro la Juventus servirà una gara accorta, senza errori e con il piglio della squadra di alto valore che la Dea tante volte ha messo in campo.