Diritto allo studio

L’Università degli Studi di Bergamo ha approvato il nuovo piano tasse 2026/2027 (ci sono delle novità)

L'Ateneo innalza la "No Tax Area" a 28 mila euro, rinnovando il sistema di tassazione per garantire maggiore equità a studenti e studentesse

L’Università degli Studi di Bergamo ha approvato il nuovo piano tasse 2026/2027 (ci sono delle novità)

L’Università degli Studi di Bergamo ha dato il via libera ieri (14 aprile) al nuovo Regolamento per la contribuzione studentesca relativo all’anno accademico 2026/2027. Il provvedimento, approvato con il parere favorevole della Consulta degli Studenti, mira a rafforzare l’accessibilità dell’istruzione superiore, ponendo al centro i principi di equità e progressività.

L’obiettivo dichiarato dall’Ateneo è quello di rendere il percorso accademico una scelta possibile per tutti, riducendo l’impatto delle condizioni economiche di partenza sul diritto allo studio.

“No Tax Area” e nuove fasce di reddito

La novità più rilevante è l’innalzamento della “No Tax Area” fino a 28 mila euro di Isee, una misura che amplia notevolmente il numero di studenti totalmente esonerati dal pagamento delle tasse. Parallelamente, il sistema contributivo è stato ridisegnato per essere più lineare e trasparente: è stata introdotta una nuova fascia per i redditi più elevati e una struttura più progressiva per le soglie intermedie.

Questo restyling garantisce che l’onere economico sia distribuito in modo più proporzionale alla reale capacità contributiva delle famiglie.

Merito, fragilità e continuità didattica

Oltre alla revisione delle fasce Isee, il regolamento conferma e potenzia diverse misure di sostegno. Sono previsti esoneri totali o parziali per gli studenti in condizioni di particolare fragilità o disabilità, oltre a incentivi specifici per i profili meritevoli che partecipano a programmi di eccellenza. Grande attenzione è stata rivolta anche alla “filiera” formativa interna, con nuove agevolazioni per favorire chi decide di proseguire gli studi iscrivendosi a una laurea magistrale presso lo stesso Ateneo bergamasco dopo la triennale.

Come sottolineato dal rettore Sergio Cavalieri e dalla presidente della Consulta, Giorgia Morotti, queste scelte confermano la visione di un’università aperta, capace di valorizzare il talento e rispondere ai bisogni reali del territorio.