A Capriate San Gervasio una grave emergenza sanitaria all’interno di un istituto scolastico superiore della zona si è trasformata in un’operazione antidroga dei carabinieri di Brembate. Mercoledì 15 aprile, i militari hanno tratto in arresto in flagranza di reato uno studente di 18 anni residente a Cornate d’Adda, accusato di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’intervento è scattato in seguito alla segnalazione della direzione scolastica: una studentessa minorenne, nei giorni precedenti, era stata trasportata d’urgenza in ospedale dopo un malore accusato tra i banchi. Gli accertamenti medici hanno confermato il sospetto più amaro: l’assunzione di ketamina, ricevuta proprio da un compagno di scuola.
Dal malore alle indagini in classe
I militari, intervenuti immediatamente presso l’istituto, hanno identificato lo studente sospettato, un giovane fino a quel momento incensurato. Nonostante il tentativo del ragazzo di sminuire l’accaduto, ammettendo solo una cessione occasionale e consegnando spontaneamente una piccola quantità di hashish per uso personale, l’atteggiamento reticente ha convinto i Carabinieri ad approfondire il controllo. Sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Bergamo, l’indagine si è spostata rapidamente dalla scuola all’abitazione del giovane.
Da garage a magazzino della droga

La perquisizione domiciliare a Cornate d’Adda ha rivelato uno scenario ben diverso dall’occasionalità ipotizzata inizialmente. All’interno del garage di casa, i Carabinieri hanno rinvenuto quattro panetti di hashish per un peso complessivo superiore ai 400 grammi. Insieme alla droga sono stati sequestrati un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi, strumenti che delineano un’attività di spaccio strutturata.
Sotto sequestro è finito anche il telefono cellulare del diciottenne, ora al vaglio degli inquirenti per ricostruire la rete dei contatti e i canali di approvvigionamento della ketamina e dell’hashish.
Provvedimenti giudiziari per lo studente
Dopo l’arresto, il giovane è stato trattenuto presso le camere di sicurezza della Compagnia di Treviglio. A seguito del giudizio per direttissima, nei suoi confronti è stata applicata la misura dell’obbligo di firma presso la Stazione dei Carabinieri competente per territorio. Le autorità ricordano che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e che per l’indagato vige la presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale condanna definitiva. Resta comunque l’allerta massima per la diffusione di sostanze pericolose come la ketamina tra i giovanissimi.