Si è chiuso con due condanne il processo per l’omicidio di Luciano Muttoni, il 57enne ucciso il 7 marzo 2025 nella sua abitazione a Valbrembo. La Corte d’assise, riunita il 20 aprile, ha condannato Carmine De Simone, 25 anni, a 23 anni e mezzo di reclusione e Mario Vetere, 24 anni, a 16 anni.
«Sarebbe bastata una chiamata anonima per salvarlo»
La pm Letizia Ruggeri aveva chiesto per entrambi l’ergastolo, con nove mesi di isolamento diurno per De Simone e sei per Vetere. Il collegio, presieduto da Donatella Nava con giudice a latere Sara De Magistris, ha riconosciuto agli imputati le circostanze attenuanti generiche. Per De Simone sono state ritenute equivalenti alle aggravanti, mentre per Vetere prevalenti. È stata inoltre riconosciuta la continuazione tra i reati. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.
Nel processo è stata contestata anche l’aggravante della minorata difesa, legata alle condizioni fisiche e all’età della vittima, oltre al fatto che l’omicidio sarebbe avvenuto nel contesto di una rapina.
Alla lettura della sentenza, come riporta Corriere Bergamo, reazioni opposte in aula. Da una parte il sollievo degli imputati e dei loro amici, oltre che della difesa. Dall’altra, lo sconforto dei familiari della vittima, presenti in aula. Gli otto fratelli e sorelle di Muttoni, originari di Bracca, non si sono costituiti parte civile ma sei di loro hanno seguito il processo insieme ad alcuni nipoti.
«Lo hanno lasciato lì per 36 ore in agonia, se questa è giustizia… – ha detto Mariella Muttoni -. Sarebbe bastata una telefonata anonima per salvarlo». Quella sera del 7 marzo 2025, i due imputati entrarono nell’abitazione della vittima con passamontagna, un coltello e una pistola. De Simone colpì Muttoni alla testa con il calcio dell’arma, mentre entrambi lo aggredirono. I due si allontanarono portando via circa 50 euro, quattro tessere bancomat e l’auto della vittima, una Golf.
Muttoni morì dopo un’agonia durata almeno un giorno. L’aggressione avvenne venerdì sera, il corpo fu trovato la domenica mattina. De Simone è stato inoltre condannato anche per un altro colpo, avvenuto a Ponte San Pietro il 17 febbraio 2025, poche settimane prima dell’omicidio.