Ha lasciato strascichi il Consiglio comunale di Albino di mercoledì 15 aprile. A surriscaldare l’assemblea, il caso della mostra Antonio Cifrondi. Il reale e la visione in corso nella locale chiesa di San Bartolomeo fino al 17 maggio, evento espositivo al centro di un’interpellanza presentata dai gruppi consiliari “In Albino”, “Futuro in Comune” ed “Energie in Albino”. Nell’esposto venivano sollevate questioni inerenti la gestione e la promozione dell’evento, ma soprattutto venivano sollevati dubbi circa l’attribuzione all’artista Cifrondi di alcune opere esposte e in catalogo, non sottovalutando il coinvolgimento di altri enti e importanti sponsor.
Nei giorni seguenti il duro scontro in Consiglio, i tre gruppi consiliari di minoranza hanno risposto con un comunicato pubblico, affermando: «Sulla mostra Cifrondi accuse alle minoranze, ma poche risposte nel merito».

Spiegano i gruppi di minoranza: «Mercoledì, in Consiglio comunale, il sindaco (Daniele Esposito, ndr) invece di rispondere in modo puntuale alle domande contenute nella nostra interpellanza, ha preferito accusare le minoranze di aver voluto creare confusione e mettere in cattiva luce l’Amministrazione. Ha anche sostenuto che avremmo sollevato un caso basandoci soltanto su “chiacchiere” e ha mostrato irritazione per il fatto che informiamo la stampa sulle iniziative che assumiamo come consiglieri comunali».
La scansione dei fatti
«In aula il sindaco si è presentato con una pila di riviste e riferimenti bibliografici relativi al sig. Ciro Maddaluno, curatore della mostra su Antonio Cifrondi in corso presso la Chiesa di San Bartolomeo ad Albino, spostando così la discussione sul terreno delle valutazioni storico-artistiche, pur non avendo adeguate competenze in materia. Il sindaco ha puntato la sua “arringa” sul fatto che nessuno avesse mai contestato le attribuzioni fatte dal predetto curatore. Ma questo non è esatto».
«Comunque, non era questo il punto della nostra interpellanza – continuano gli esponenti della minoranza -. Le domande poste erano di natura politico-amministrativa: quali verifiche sono state svolte dal Comune, perché Clusone non è stato coinvolto nonostante ciò fosse previsto in una delibera di Giunta, qual è il quadro delle risorse pubbliche e private impiegate e se l’Amministrazione ritiene di aver tutelato adeguatamente l’immagine della città».
«Secondo il sindaco – sottolineano -, avremmo dovuto affrontare la questione in modo informale con lui e con il curatore della mostra, anziché presentare un’interpellanza. Noi riteniamo invece che, una volta emerse perplessità serie e circostanziate sui contenuti della mostra da parte di diversi esperti, la sede corretta fosse proprio quella istituzionale del Consiglio comunale. Anche perché, nel frattempo, la mostra era già aperta al pubblico, le opere erano già esposte con attribuzioni precise a Cifrondi e il catalogo era già stato pubblicato».
«Non avevamo alcun preconcetto nei confronti di questa iniziativa – aggiungono -. Al contrario, ci siamo anche attivati per diffondere nella nostra rete l’appello alla ricerca di volontari per presidiare gli orari di apertura della mostra. Successivamente, però, sono arrivate segnalazioni da più parti che mettevano in discussione le attribuzioni a Cifrondi di gran parte delle opere esposte, rilievi che sono stati documentati anche nel corso del Consiglio comunale. Ignorare queste lamentele non sarebbe stato serio».
GUARDA LA GALLERY (3 foto)
Il mancato coinvolgimento di Clusone, paese d’origine del pittore
«Dopo aver tergiversato, il sindaco ha ammesso di non aver coinvolto il Comune di Clusone. Forte dell’esperienza maturata in una precedente mostra su Cifrondi, l’ente avrebbe potuto sollevare dubbi sulla validità dell’iniziativa di Albino».
L’accusa al sindaco e il muro contro muro
«Il sindaco non è abituato ad ammettere errori o leggerezze. E a pagarne il conto in questo caso è la città di Albino. Dispiace constatare, ancora una volta, la difficoltà dell’Amministrazione ad affrontare nel merito le questioni sollevate, senza trasformarle in un attacco alle minoranze. Il sindaco ha reagito come se i temi sollevati fossero un attacco alla sua persona, come se il Comune fosse una sua proprietà. Tanto che si è anche lasciato scappare illazioni che sapevano di intimidazioni».
«Continueremo a informare i cittadini attraverso la stampa sulle iniziative che presentiamo in quanto è parte piena del nostro ruolo – concludono -. È un diritto-dovere dei consiglieri comunali, così come è legittimo che il Sindaco faccia conoscere all’esterno le proprie posizioni. Si chiama confronto democratico».